Storia Padiglione | 55ˆ Edizione | Approfondimenti | Fonti

PADIGLIONE AUSTRALIA

di Shovupa Ainur Rahman e Manuele Pauro



Storia Padiglione



Il Padiglione Australia, nato nel 1987, inaugurato nel 1988, è opera dell’architetto Philip Cox. E' una fra le più recenti costruzioni dell’intera Biennale (www.labiennale.org/it/, 19.03.2013) e trova spazio tra i padiglioni francese, cecoslovacco (ora della Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca) e uruguayano (Marco Fastino, atcasa.corriere.it/Biennale-2010/, 19.03.2013). La sede espositiva australiana è stata donata da Cox e da altri benefattori al Governo del Commonwealth (www.wikipedia.com, 19.03.2013). Il Padiglione viene descritto da Marco Fastino, nella sezione Biennale del sito atcasa.corriere.it, come: “un unico blocco organizzato su due piani sfalsati collegati tramite una scala. L’elemento di maggiore interesse è senza dubbio il tetto in lamiera ondulata e la correlazione tra spazio interno e paesaggio, concetti diffusi nell’architettura domestica australiana. Lo spazio comprende una piccola veranda coperta che custodisce un albero già preesistente. ”Da sempre concepita come struttura provvisoria, recentemente è stato indetto un concorso nazionale per la progettazione di una nuova architettura, vinto dallo studio di Melbourne Denton Corker Marshall, degli architetti John Denton, Bill Corker, e Barrie Marshall. Nel 2015 è prevista la sostituzione dell’attuale Padiglione, che verrebbe inaugurato nella 56esima edizione della Biennale d’Arte. Dall’esterno apparirà come un complesso rettangolare di colore nero, mentre all’interno si rivelerà completamente bianco (Daniele Devoti, www.devoti.it/, 19.03.2013). Il progetto viene descritto brillantemente da Aperion, nel sito paperblog.com: “il padiglione cerca di annullarsi dal punto di vista architettonico, per mettere in risalto il contenuto e non il contenitore; il tutto si configura come un cubo rivestito dal granito nero proveniente dal sud dell'Australia che contrasta con l'interno completamente grezzo (i solai sono in cemento a vista) e bianco. Le aperture sono composte da grandi pannelli che si aprono per lasciare percepire l'interno oppure si chiudono ricreando un involucro compatto.”Abbiamo ritenuto la scelta dello studio Denton Corker Marshall perfetta per avviare questo importante progetto", ha dichiarato il presidente del Council, AO, James Strong. "Siamo stati affascinati dalla loro visione creativa, confidiamo molto nelle loro capacità e siamo entusiasti delle potenzialità di un edificio del quale tutti gli australiani saranno orgogliosi" (Alison Furuto, www.archdaily.com, 19.03.2013). La partecipazione dell'Australia alla Biennale di Venezia è gestita dal Council for the Arts. Tuttavia, si prevede che i sei milioni di dollari necessari per la costruzione del nuovo edificio provengano interamente dal settore privato (www.wikipedia.com, 19.03.2013).

Torna su

L'attuale padiglione. Foto: Giorgio Zucchiatti
L'attuale padiglione. Foto: Giorgio Zucchiatti

external image ap01.jpg
Il nuovo padiglione dell’Australia. Progetto di Denton Corker Marshall (Render)
Il nuovo padiglione dell’Australia. Progetto di Denton Corker Marshall (Render)





55^ Edizione Arte 2013


Artista: Simryn Gill
Curatore: Catherine de Zegher
Titolo mostra: Here, art grows on trees

Torna su



Note sui protagonisti di questa edizione
L’artista Simryn Gill è nata a Singapore nel 1959. Ora vive a Sydney e a Port Dickson, in Malesia. Gill ha partecipato a Documenta 12 nel 2007 (d13.documenta.de, 25.03.2013) e a Documenta 13 nel 2012, oltre che in numerose manifestazioni internazionali d’arte (www.galleristny.com, 25.03.2013).Per comporre le sue opere ha utilizzato una grande varietà di mezzi, quali foto, vari oggetti e testi. Il tema al quale ricorre prevalentemente è la storia dell’espansione coloniale nel sud est asiatico e gli effetti che hanno avuto il paesaggio e la cultura dei popoli che sono ricaduti sotto l’influsso di questo evento, documentandoli attraverso reperti, testimonianze e fotografie."Il lavoro Simryn è profondamente coinvolgente e stimolante", ha detto il commissario della Biennale di Venezia 2013 Simon Mordant. “Sono molto felice di poter lavorare con lei e con Catherine de Zegher.Cercheremo di fornire un contributo molto interessante per poter rappresentare al meglio l’Australia in quella che è l’esposizione arte contemporanea più importante del mondo" (Andrew Russeth, www.galleristny.com, 25.03.2013).
Il suo ultimo progetto si chiamerà "Here, art grows on trees”, qui l’arte cresce sugli alberi, una mostra che si muoverà sulle corde delle usuali tematiche della sua poetica. Il sito ArtWireless.it lo presenta come “un punto di vista su un mondo sempre più piccolo e piatto a favore della riproposizione di una natura abitativa, con una fusione dei "detriti” quotidiani e degli oggetti comuni nella vita di tutti i giorni, di ognuno di noi. Un universo di materiali, che l'Australia ha preso al balzo, forse anche in base alla partecipazione della Gill, che attualmente vive tra Sydney e la Malasya, alla scorsa edizione di Documenta, con un progetto presentato alla Hauptbahnhof di Kassel. Un'accoppiata femminile vincente, visto il curriculum della curatrice Catherine De Zeghe, ex direttrice del Centro di Disegno di Soho, già direttrice della Biennale di Sydney e guest-curator al dipartimento di Disegni del MoMA, sarà la prossima "head” alla quinta Biennale di Mosca di quest'anno. Sarà presentato un catalogo sul lavoro della Gill, firmato tra gli altri da Carol Armstrong, Michael Taussig, Brian Massumi, Kajri Jain, Chee Lilian e Ross Gibson.”

 Simryn Gill, Untitled, 2004
Simryn Gill, Untitled, 2004


Torna su



Esposizione Edizioni Arte passate



2011 — Hany Armanious (Curator: Anne Ellegood)
2009 — Shaun Gladwell, Vernon Ah Kee, Ken Yonetani, Claire Healy & Sean Cordeiro (Curator: Felicity Fenner)
2007 — Callum Morton, Susan Norrie, Daniel von Sturmer
2005 — Ricky Swallow
2003 — Patricia Piccinini
2001 — Lyndal Jones
1999 — Howard Arkley
1997 — Judy Watson, Yvonne Koolmatrie, Emily Kngwarreye
1995 — Bill Henson
1995 — Bill Henson
1993 — Jenny Watson
1990 — Trevor Nickolls, Rover Thomas
1988 — Arthur Boyd (Australian Pavilion opens)
1986 — Imants Tillers
1982 — Peter Booth, Rosalie Gascoigne
1980 — Mike Parr, Tony Coleing, Kevin Mortensen
1978 — Ken Unsworth, John Davis, Robert Owen
1958 — Arthur Streeton, Arthur Boyd
1956 — Albert Tucker
1954 — Sidney Nolan, Russell Drysdale, William Dobell

TORNA SU



Approfondimenti

Note sugli artisti delle ultime edizioni

Hany Armanious (2011)Il padiglione australiano ha ospitato nel 2011 undici opere dell’artista Hany Armanious. I lavori di Armanious sono prelievi di calchi fedeli di varie tipologie di oggetti, riprodotti però con materiali poveri, prevalentemente in resina di poliuretano. Con questa poetica l’artista si diverte a fondere oggetti differenti, e riesce a connaturarli dell’aura perduta dell’artigianato del passato, dal momento che, a lavoro completo, sia l’oggetto sia lo stampo vengono completamente distrutti (www.arte-2011.mylocalguide.org, 29.04.2013).

Shaun Gladwell (2009)Nel 2009 questo famoso videoartista ha proposto “Maddestmaximus”, ovvero una serie di cinque video uniti da un unico filo conduttore: l’entroterra australiano che la serie di film iconici del ciclo di Mad Max ha utilizzato come set cinematografico naturale per le sue riprese di ambientazione postapocalittica (www.veneziasi.it, 29.04.2013).
Callum Morton, Daniel von Sturmer (2007)I tre artisti, invitati nell’edizione del 2007, si sono divertiti a giocare con il concetto di instabilità. Gli “objects of things” di Von Sturmer sono vari video e sculture astratte, esposti sopra una struttura di legno fluttuante e che riesce a piegarsi in forme geometrizzate. Il suo lavoro ha rappresentato una riflessione sui concetti della distanza, dell’orizzontalità e sulle potenzialità fisiche dei nuovi media. Invece in valhalla” di Callum Morton hanno operato forze nascoste e impalpabili, che come presenze aliene hanno illuminato le macchine nate dall’evoluzione della modernità, e hanno lanciato grida apparentemente prive di reale provenienza. Morton in questa mostra ha voluto portare una riflessione sul concetto di disfacimento, cercando di suscitare nello spettatore il timore per i misteri abissali dell’ignoto (www.teknemedia.net, 29.04.2013).
Ricky Swallow (2005)Ricky Swallow è stato un artista di punta della giovane generazione australiana. Nel 2005, al Padiglione Australiano ha presentato “This Time Another Year”, una collezione di sculture di legno che raffiguravano soggetti e nature morte rappresentati in scala reale. I soggetti delle sue opere sono sempre composti personalmente da Swallow prima di venire scolpiti. Scopo primario dell’artista è quello di evocare gesti del passato che rappresentano la sua vita e che riconducono alla sua filosofia, dando vita ad ambienti surreali, a cavallo tra mondi vivaci e mondi austeri e rigidi (www.cultframe.com, 29.04.2013).

Patricia Piccinini (2003)Patricia Piccinini è considerata la più grande scultrice iperrealista contemporanea. Il suo lavoro, presente nel Padiglione Australia nell’anno 2003, ricalca quella che è fra le sue tematiche preferite, la meditazione sugli esperimenti genetici. Tra cellule staminali, cloni e ibridi raccapriccianti, le sue sculture fantasiose ma al tempo stesso pervase da un amaro alone di veggenza, hanno colpito il pubblico per la loro ostentata carica realistica e lasciato entusiasta la critica, che l’ha riconfermata come astro splendente del panorama artistico contemporaneo.
Lyndal Jones (2001)L’artista ha promosso un’installazione video intitolata "Deep water/Aqua profunda”. Sono state presentate immagini riprese da Jones a Venezia e a Sydney, abbinate a serie di voci dai toni sensuali che parlano sia in lingua inglese che in lingua italiana. Apprezzato è stato il gioco tra primi piani tra raffigurazioni femminili e ambienti marini, che invogliano all’interazione da parte dello spettatore. I suoni del mondo subacqueo hanno ulteriormente calato il pubblico nell’atmosfera di un territorio naturale e al tempo stesso onirico. Nella parte inferiore del padiglione gli spettatori hanno avuto la possibilità di varcare un suggestivo percorso tra città marine e ambientazioni dai contorni sfocati e confusi quasi fossero sommerse (www.artantide.com, 29.04.2013).

Torna su



Riferimenti bibliografici / sitografici / link

Marco Fastino, atcasa.corriere.it/Biennale-2010/
Daniele Devoti, www.devoti.it/
www.wikipedia.com
Alison Furuto, www.archdaily.com
Andrew Russeth, www.galleristny.com
www.arte-2011.mylocalguide.org
www.veneziasi.it
www.teknemedia.net
www.cultframe.comwww.artantide.com

Torna su





AREA LAVORO STUDENTI


Il Padiglione Australia, costruito nel 1987 su progetto dell’architetto Philip Cox ed inaugurato l'anno seguente, è una fra le più recenti costruzioni dell’intera Biennale. Marco Fastino, del Corriere della Sera, lo definisce come: “un unico blocco organizzato su due piani sfalsati collegati tramite una scala. L’elemento di maggiore interesse è il tetto in lamiera ondulata e la correlazione tra spazio interno e paesaggio, elementi tipici dell’architettura domestica australiana. Lo spazio comprende una piccola veranda coperta che ingloba un albero esistente.”
Da sempre rimasta una struttura di tipo provvisorio, recentemente è stato indetto un concorso per la progettazione di una nuova architettura, che verrà inaugurata entro il 2015. Il vincitore è stato lo studio di Corker Marshall. La partecipazione dell'Australia alla Biennale di Venezia è gestita dal Council for the Arts.
Quest’anno il padiglione australiano, a cura di Catherine de Zegher, propone la fotografa e scultrice di Singapore, Simryn Gill, con un progetto che si intitolerà "Here, art grows on trees”.




Testo audioguida (Shovupa Ainur Rahman)
Il padiglione Australia è stato progettato dall'architetto Philip Cox per poi essere costruito nel 1987.
E' costituito da due piani sfalsati che però sono collegati tramite una scala. Ciò che attira molto di più l'attenzione è il tetto in lamiera ondulata e l'armonia tra interno ed esterno, di cui esempio ne è la veranda coperta che annette a sè un albero già esistente.
Essendo però una struttura di tipo provvisorio, è stato indetto un concorso per la progettazione di una nuova architettura che verrà inaugurata entro il 2015. Il vincitore è lo studio di Corker Marshall.
Quest’anno il padiglione, curato da Catherine de Zegher, propone la fotografa e scultrice di Singapore, Simryn Gill, con un progetto che si intitolerà "Here, art grows on trees”.






Audioguide

(A cura di Manuele Pauro)

Audioguida Padiglione Australia

(A cura di Shovupa Ainur Rahman)

Audioguida Padiglione Australia di Shovupa A. R.


Testo breve per Google Maps

(a cura di Shovupa Ainur Rahman e Manuele Pauro)

Il Padiglione Australia, costruito nel 1987 su progetto dell’architetto Philip Cox ed inaugurato l'anno seguente, è una fra le più recenti costruzioni dell’intera Biennale.
Da sempre rimasta una struttura di tipo provvisorio, recentemente è stato indetto un concorso per la progettazione di una nuova architettura, che verrà inaugurata entro il 2015. Il vincitore è stato lo studio di Corker Marshall.
Quest’anno il padiglione australiano, a cura di Catherine de Zegher, propone la fotografa e scultrice di Singapore, Simryn Gill, con un progetto che si intitolerà "Here, art grows on trees”.



​File Excel



TORNA SU