Realizzato nel 1934 da Josef Hoffmann nell'area di S. Elena, il padiglione rappresenta l’ultima opera del maestro della Secessione viennese a vincere un riconoscimento internazionale. Figura centrale nella storia del padiglione Hoffman non si è limitato alla sola costruzione dell’edificio, ma ne ha curato anche le esposizioni fino alla sua morte, nel 1956.Originariamente concepito come un "white cube", il padiglione si estende simmetricamente rispetto all’ampia entrata, incorniciata da una spessa fascia di marmo. La facciata, caratterizzata da sottili scanalature orizzontali, termina in alto con una finestra a nastro continua che circonda l’intero edificio. Queste soluzioni formali di particolare interesse lo hanno fatto consacrare come uno dei padiglioni storici dei Giardini. Inoltre, tali qualità furono fin da subito riconosciute dalla critica, che definì l'architettura del padiglione un progetto moderno e lungimirante.Sebbene l'Austria fosse presente alla Biennale dalla sua prima edizione del 1895, risalgono al 1912 le prime proposte di Hoffmann per un padiglione nazionale, che richiederanno altri 22 anni per concretizzarsi. Ma la storia di questo padiglione non si conclude qui. La permanenza dell'Austria nel suo padiglione durò solo 4 anni, quando nel 1938 fu costretta ad abbandonarlo in seguito all’Anschluss con la Germania. L'Austria poté finalmente rientrare in possesso del suo spazio al termine della seconda guerra mondiale.Nonostante la sua elevata qualità architettonica, l’edificio venne alterato strutturalmente più volte negli anni, finché nel 1984 in occasione del 50° anniversario della sua costruzione, l'architetto Hans Hollein ne eseguì una completa ristrutturazione riportandolo al suo stato originale.
Interno Padiglione con installazione di Mathias Poledna. Foto Daniele Resini
Curiosità Sin dal 1905 le sala austriaca assieme a quella tedesca funsero da esempio per quanto riguarda gli allestimenti, grazie al susseguirsi di protagonisti dell'arredo come Emanuel Seidl, Bruno Paul, Joseph Urban. Nel 1910, alla nona Biennale, la tradizione decorativa austriaca offrì la celebre sala che ospitò le opere di Gustav Klimt, ricordata come una delle prime, se non la prima manifestazione d’avanguardia nella storia della rassegna veneziana. L'allestimento fu ad opera dell'architetto d'interni e designer austriaco Edouard Joseph Wimmer che impiegò criteri orientati ad una rigorosa valorizzazione razionale del quadro che funsero da esempio per i successivi allestimenti. Va ricordata anche la rassegna su Egon Schiele nel 1948.
Personale di Klimt, 1910 allestita da E.J.Wimmer. Foto da Giunti
55^ Edizione Arte 2013 Artista: Mathias Poledna Curatore: Jasper Sharp
Note sui protagonisti di questa edizione
Mathias PolednaMathias Poledna (nato nel 1965 a Vienna), ha studiato alla University of Applied Arts e alla Università di Vienna, vive e lavora a Los Angeles dal 2000. Il suo lavoro esamina le interconnessioni tra arte ed intrattenimento, modernità nell'architettura, design, linguaggio filmico, cinema e i processi di creazione delle immagini nella nostra cultura. Spesso correlati da lunghe ricerche i suoi progetti recenti hanno preso la forma di minimali ed evocative installazioni filmiche che suggeriscono una complessa tensione. I suoi lavori sono stati presentati nelle collezioni del Museum of Modern Art (MoMA), New York; Whitney Museum of American Art, New York; New Museum, New York; Museum of Contemporary Art Chicago; Museum of Contemporary Art (MOCA), Los Angeles; Hammer Museum, Los Angeles; Stedelijk Museum, Amsterdam; Museu d’Art Contemporani de Barcelona (MACBA); MUMOK, Vienna; e la Generali Foundation, Vienna. L'artista lavora con la Galerie Daniel Buchholz, Berlin/Köln, Galerie Meyer Kainer, Vienna, la galleria Richard Telles Fine Art, Los Angeles. Jasper SharpJasper Sharp (nato nel 1975 negli Hampshire) è uno storico dell'arte e curatore inglese. Ha studiato ad Edimburgo e a Londra, dal 2006 vive a Vienna dove è curatore aggiunto per la Modern and Contemporary Art al Kunsthistorisches Museum. Durante il suo lavoro nel dipartimento curatoriale della collezione Peggy Guggenheim dal 1999 al 2005, fu responsabile del programma di eventi speciali, dell'organizzazione della collezione permanente e della produzione su larga scala di progetti artistici assieme al Padiglione degli Stati Uniti alla Biennale di Venezia. Inoltre ha condotto estese ricerche sulla formazione della collezione permanente Peggy Guggenheim e della storia del museo: Art of This Century a New York. A Vienna lavora inizialmente come curatore alla Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, e poi come curatore indipendente e scrittore. Dal gennaio 2011 ha acquisito la posizione di curatore aggiunto della Modern and Contemporary Art alla Kunsthistorisches Museum, curando progetti espositivi con vari artisti come: Ed Ruscha, Lucian Freud, Richard Wright e Joseph Cornell. Per la 53° Biennale di Venezia nel 2009 ha curato l'esposizione collaterale John Gerrard che si è poi spostata anche nel Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington D.C., e nel Scottish National Gallery of Modern Art, Edinburgh. “Abbiamo tutto il tempo per preparare un buon progetto”, dice Sharp, annunciando che l’artista Mathias Poledna presenterà una mostra di opere inedite.
2007 Curatore: Robert Fleck Artisti: Herbert Brand
2005 Curatore: Max Hollein Artista: Hans Schabus
2003 Curatore: Kasper König Artista: Bruno Gironcoli
2001 Curatore: Elisabeth Schweeger Artista: Gelitin ( Wolfgang Ganter, Wolfgang Ganter, Ali Janka, Florian Reither, Tobias Urban), Granular=Synthesis (Kurt Hentschläger ,Ulf Langheinrich)
1999 Curatore: Peter Weibel Artista: Ecke Bonk, Peter Friedl, Rainer Ganahl, Christine & Irene Hohenbüchler, Knowbotic Research (Christian Hübler, Alexander Tuchacek, Yvonne Wilhelm), WochenKlausur
1997 Curatore: Peter Weibel Artista: Die Wiener Gruppe (Friedrich Achleitner, Hans Carl Artmann, Konrad Bayer, Gerhard Rühm, Oswald Wiener)
1995 Curatore: Peter Weibel Artista: Coop Himmelb(l)au (Wolf D. Prix, Helmut Swiczinsky), Peter Kogler, Richard Kriesche, Constanze Ruhm, Peter Sandbichler, Eva Schlegel, Ruth Schnel
1993 Curatore: Peter Weibel Artista: Andrea Fraser, Christian Philipp Müller, Gerwald Rockenschau
TESTO PER AUDIO (A cura di: Daniele Artusi) Il padiglione Austria viene realizzato nel 1934 da Josef Hoffman. Concepito come un"white cube", l’edificio dalle forme pulite si estende simmetricamente rispetto all’ampia entrata. La facciata segnata solo da sottili scanalature orizzontali termina in alto con una finestra a nastro continua che circonda l’intero edificio. Queste soluzioni formali furono acclamate dalla critica che definì il progetto moderno e lungimirante. L’impegno di Hoffman non si limita alla sola costruzione dell’edificio ma ne cura l’esposizione fino alla sua morte nel 1956. Per la 55 esposizione internazionale d’arte l’Austria ha scelto come curatore lo storico dell'arte Jasper Sharp, di origine inglese. Si affida a Mathias Poledna per il ruolo dell’artista.
TESTO PER AUDIO (A cura di: Veronica Pellegrin) Il padiglione Austriaco venne realizzato nel 1934 da Josef Hoffmann, concepito come "white cube" utilizza soluzioni formali di particolare interesse come la facciata, caratterizzata da sottili scanalature orizzontali che termina in alto con una finestra a nastro continua che circonda l’intero edificio. La storia del padiglione è discontinua, causa la guerra e le continue alterazioni architettoniche dell'edificio. Per l'attuale 55 Biennale d'Arte il curatore è Jasper Sharp, storico dell'arte inglese, e l'artista Mathias Poledna; viennese di origine ma vive e lavora a Los Angeles dal 2000.Il suo lavoro esamina le interconnessioni tra arte ed intrattenimento, modernità nell'architettura, design, linguaggio filmico e cinema .
Storia Padiglione | Curiosità | 55ˆ Edizione Arte | Esposizioni edizioni passate | Fonti
PADIGLIONE AUSTRIA
di Daniele Artusi e Veronica PellegrinStoria Padiglione
Realizzato nel 1934 da Josef Hoffmann nell'area di S. Elena, il padiglione rappresenta l’ultima opera del maestro della Secessione viennese a vincere un riconoscimento internazionale. Figura centrale nella storia del padiglione Hoffman non si è limitato alla sola costruzione dell’edificio, ma ne ha curato anche le esposizioni fino alla sua morte, nel 1956.Originariamente concepito come un "white cube", il padiglione si estende simmetricamente rispetto all’ampia entrata, incorniciata da una spessa fascia di marmo. La facciata, caratterizzata da sottili scanalature orizzontali, termina in alto con una finestra a nastro continua che circonda l’intero edificio. Queste soluzioni formali di particolare interesse lo hanno fatto consacrare come uno dei padiglioni storici dei Giardini. Inoltre, tali qualità furono fin da subito riconosciute dalla critica, che definì l'architettura del padiglione un progetto moderno e lungimirante.Sebbene l'Austria fosse presente alla Biennale dalla sua prima edizione del 1895, risalgono al 1912 le prime proposte di Hoffmann per un padiglione nazionale, che richiederanno altri 22 anni per concretizzarsi. Ma la storia di questo padiglione non si conclude qui. La permanenza dell'Austria nel suo padiglione durò solo 4 anni, quando nel 1938 fu costretta ad abbandonarlo in seguito all’Anschluss con la Germania. L'Austria poté finalmente rientrare in possesso del suo spazio al termine della seconda guerra mondiale.Nonostante la sua elevata qualità architettonica, l’edificio venne alterato strutturalmente più volte negli anni, finché nel 1984 in occasione del 50° anniversario della sua costruzione, l'architetto Hans Hollein ne eseguì una completa ristrutturazione riportandolo al suo stato originale.
Curiosità
Sin dal 1905 le sala austriaca assieme a quella tedesca funsero da esempio per quanto riguarda gli allestimenti, grazie al susseguirsi di protagonisti dell'arredo come Emanuel Seidl, Bruno Paul, Joseph Urban. Nel 1910, alla nona Biennale, la tradizione decorativa austriaca offrì la celebre sala che ospitò le opere di Gustav Klimt, ricordata come una delle prime, se non la prima manifestazione d’avanguardia nella storia della rassegna veneziana. L'allestimento fu ad opera dell'architetto d'interni e designer austriaco Edouard Joseph Wimmer che impiegò criteri orientati ad una rigorosa valorizzazione razionale del quadro che funsero da esempio per i successivi allestimenti. Va ricordata anche la rassegna su Egon Schiele nel 1948.
55^ Edizione Arte 2013
Artista: Mathias Poledna
Curatore: Jasper Sharp
Note sui protagonisti di questa edizione
Mathias PolednaMathias Poledna (nato nel 1965 a Vienna), ha studiato alla University of Applied Arts e alla Università di Vienna, vive e lavora a Los Angeles dal 2000. Il suo lavoro esamina le interconnessioni tra arte ed intrattenimento, modernità nell'architettura, design, linguaggio filmico, cinema e i processi di creazione delle immagini nella nostra cultura. Spesso correlati da lunghe ricerche i suoi progetti recenti hanno preso la forma di minimali ed evocative installazioni filmiche che suggeriscono una complessa tensione. I suoi lavori sono stati presentati nelle collezioni del Museum of Modern Art (MoMA), New York; Whitney Museum of American Art, New York; New Museum, New York; Museum of Contemporary Art Chicago; Museum of Contemporary Art (MOCA), Los Angeles; Hammer Museum, Los Angeles; Stedelijk Museum, Amsterdam; Museu d’Art Contemporani de Barcelona (MACBA); MUMOK, Vienna; e la Generali Foundation, Vienna. L'artista lavora con la Galerie Daniel Buchholz, Berlin/Köln, Galerie Meyer Kainer, Vienna, la galleria Richard Telles Fine Art, Los Angeles.
Jasper SharpJasper Sharp (nato nel 1975 negli Hampshire) è uno storico dell'arte e curatore inglese. Ha studiato ad Edimburgo e a Londra, dal 2006 vive a Vienna dove è curatore aggiunto per la Modern and Contemporary Art al Kunsthistorisches Museum. Durante il suo lavoro nel dipartimento curatoriale della collezione Peggy Guggenheim dal 1999 al 2005, fu responsabile del programma di eventi speciali, dell'organizzazione della collezione permanente e della produzione su larga scala di progetti artistici assieme al Padiglione degli Stati Uniti alla Biennale di Venezia. Inoltre ha condotto estese ricerche sulla formazione della collezione permanente Peggy Guggenheim e della storia del museo: Art of This Century a New York. A Vienna lavora inizialmente come curatore alla Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, e poi come curatore indipendente e scrittore. Dal gennaio 2011 ha acquisito la posizione di curatore aggiunto della Modern and Contemporary Art alla Kunsthistorisches Museum, curando progetti espositivi con vari artisti come: Ed Ruscha, Lucian Freud, Richard Wright e Joseph Cornell.
Per la 53° Biennale di Venezia nel 2009 ha curato l'esposizione collaterale John Gerrard che si è poi spostata anche nel Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington D.C., e nel Scottish National Gallery of Modern Art, Edinburgh. “Abbiamo tutto il tempo per preparare un buon progetto”, dice Sharp, annunciando che l’artista Mathias Poledna presenterà una mostra di opere inedite.
Esposizioni edizioni passate
2011
Curatore: Eva Schlegel
Artista: Markus Schinwald
2009
Curatori: Silvia Eiblmayr - Valie Export
Artisti: Elke Krystufek - Dorit Margreiter - Franziska & Lois Weinberger
2007
Curatore: Robert Fleck
Artisti: Herbert Brand
2005
Curatore: Max Hollein
Artista: Hans Schabus
2003
Curatore: Kasper König
Artista: Bruno Gironcoli
2001
Curatore: Elisabeth Schweeger
Artista: Gelitin ( Wolfgang Ganter, Wolfgang Ganter, Ali Janka, Florian Reither, Tobias Urban), Granular=Synthesis (Kurt Hentschläger ,Ulf Langheinrich)
1999
Curatore: Peter Weibel
Artista: Ecke Bonk, Peter Friedl, Rainer Ganahl, Christine & Irene Hohenbüchler, Knowbotic Research (Christian Hübler, Alexander Tuchacek, Yvonne Wilhelm), WochenKlausur
1997
Curatore: Peter Weibel
Artista: Die Wiener Gruppe (Friedrich Achleitner, Hans Carl Artmann, Konrad Bayer, Gerhard Rühm, Oswald Wiener)
1995
Curatore: Peter Weibel
Artista: Coop Himmelb(l)au (Wolf D. Prix, Helmut Swiczinsky), Peter Kogler, Richard Kriesche, Constanze Ruhm, Peter Sandbichler, Eva Schlegel, Ruth Schnel
1993
Curatore: Peter Weibel
Artista: Andrea Fraser, Christian Philipp Müller, Gerwald Rockenschau
Riferimenti bibliografici / sitografici / link
Adriano Donaggio, Biennale di Venezia. Un secolo di storia, Giunti, Firenze 1988
www.labiennale.at (data 20-03-13)
www.artibune.com (data 20-3-13)
www.labiennalevenezia.at (data 20-03-13)
http://www.domusweb.it/en/art/2013/06/6/mathias_poledna_imitationoflife.html
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AREA LAVORO
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(A cura di: Daniele Artusi)
TESTO PER AUDIO (A cura di: Daniele Artusi)
Il padiglione Austria viene realizzato nel 1934 da Josef Hoffman. Concepito come un"white cube", l’edificio dalle forme pulite si estende simmetricamente rispetto all’ampia entrata. La facciata segnata solo da sottili scanalature orizzontali termina in alto con una finestra a nastro continua che circonda l’intero edificio. Queste soluzioni formali furono acclamate dalla critica che definì il progetto moderno e lungimirante.
L’impegno di Hoffman non si limita alla sola costruzione dell’edificio ma ne cura l’esposizione fino alla sua morte nel 1956.
Per la 55 esposizione internazionale d’arte l’Austria ha scelto come curatore lo storico dell'arte Jasper Sharp, di origine inglese. Si affida a Mathias Poledna per il ruolo dell’artista.
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(A cura di: Veronica Pellegrin)
TESTO PER AUDIO (A cura di: Veronica Pellegrin)
Il padiglione Austriaco venne realizzato nel 1934 da Josef Hoffmann, concepito come "white cube" utilizza soluzioni formali di particolare interesse come la facciata, caratterizzata da sottili scanalature orizzontali che termina in alto con una finestra a nastro continua che circonda l’intero edificio. La storia del padiglione è discontinua, causa la guerra e le continue alterazioni architettoniche dell'edificio.
Per l'attuale 55 Biennale d'Arte il curatore è Jasper Sharp, storico dell'arte inglese, e l'artista Mathias Poledna; viennese di origine ma vive e lavora a Los Angeles dal 2000.Il suo lavoro esamina le interconnessioni tra arte ed intrattenimento, modernità nell'architettura, design, linguaggio filmico e cinema .
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