PADIGLIONE EGITTO A cura di: Geremia Vinattieri e Alessia Wolf
Brenno Del Giudice, Padiglione Egitto - Giardini della Biennale, Venezia. Foto di POG architecture
Storia Padiglione Il Padiglione Egitto è posto all'interno di un’unico grande complesso architettonico, che ospita le partecipazioni di più nazioni. Venne costruito e progettato dall'architetto Brenno Del Giudice nel 1932, che studiò all'Accademia di Belle Arti di Venezia.La struttura originaria, includeva solo l'attuale Padiglione Venezia, mentre, nel 1938, Del Giudice incorporò ulteriori spazi adiacenti per ospitare nuovi Paesi, tra cui lo spazio oggi occupato dal Padiglione dell'Egitto, unico Paese arabo ad avere una propria struttura all’interno della Biennale. Lo stesso spazio precedentemente era affidato alla Svizzera, la quale nel 1952 ha fatto costruire un altro padiglione autonomo situato all'entrata dei Giardini . Dal 2011 il padiglione è stato è stato oggetto di un intervento di restauro.
Interno Padiglione, Installazione Edizione 2013
Curiosità All'interno dei Giardini della Biennale, il padiglione Egiziano venne comperato quando, lo Stato, era diretto da un Governo Monarchico, il cui reggente era il Sultano Fu'ad I d'Egitto (1868 – 1936).Ogni stato all'interno del sistema organizzativo de La Biennale, si affida ad una Rappresentanza Ufficiale della nazione; questa commissione seleziona i partecipanti che esporranno all'interno del padiglione. Nel caso di uno stato con una reggenza, dove non ci sono molte libertà di espressione e parola, gli artisti vengono scelti in base agli interessi: personali, politici; escludendo quasi del tutto una valutazione delle qualità artistiche degli interessati. In Egitto, l'organo di selezione è il Consiglio Supremo della Cultura, che viene suddiviso in 4 sottogruppi, ognuno dei quali si occupa di un ramo specifico. La delegazione che si preoccupa delle arti visive è composta da 15 membri, di cui una parte specifica seleziona gli artisti che esporranno in mostre concorsi sia su suolo nazionale che estero (come la Biennale d'arte di Venezia).
Premi - 1995 Premio dei Paesi - Leone d'oro, all'Egitto << L'Egitto ha saputo proporre una riuscita integrazione all'interno di un percorso architettonico, delle originali invenzioni di tre giovani artisti, i quali coniugano la tradizione dell'arte moderna occidentale con i modelli antichi della cultura egizia.L'opera di Shafik, dunque, è un antidoto contro le nostre angosce e assume un aspetto etico preciso che si esplica nella continua tensione verso la forma primordiale intorno alla quale si sviluppa l'esistenza."Sono nato e ho trascorso la mia prima infanzia in campagna, sulla riva di un fiume. Ho vissuto in quei primi anni il lento, eterno, fluire del tempo. Questa è stata l'alba della mia vita, l'imprinting della mia vita", ha spiegato l'artista che nella sua opera esprime il continuo desiderio di trovare una dimensione altra, scavando nei ricordi della memoria, attraverso un'operazione simile a quella che compirebbe un archeologo: lui, infatti, va oltre l'epidermide per arrivare a cogliere l'aspetto inconscio dell'essere, secondo una personale indagine segnica, tesa a misurarsi con la materia nel suo farsi. >> Commento dell'artista Shafik e della commissione de La Biennale
Medhat Shafik, "Un ambiente per l'ascesi" - Installazione presente alla 44° Biennale d'arte di Venezia.
55^ edizione d'arte 2013 Artisti: Mohamed Banawy, Khaled Zaki Curatore: Khaled Zaki Titolo: Treasuries of Knowledge (Tesori di Conoscenza)
«Il sogno di tutti i curatori è partecipare alla Biennale di Venezia, ma io non posso farlo». Queste sono state le parole del curatore Mohamed Talaat, scelto dal Ministero della Cultura egiziano come curatore per il Padiglione nazionale alla Biennale di Venezia del 2013, dopo aver rifiutato il ruolo assegnatoli. Non ha voluto prendere parte a questo lavoro, perché sono stati scelti precedentemente gli artisti rendendo inutile il lavoro di un possibile Curatore. Però, successivamente, ha affermato che "il progetto del Padiglione egiziano parte proprio dal titolo e trasforma l’interno del suo spazio in un cammino verso la conoscenza. I simboli usati e le tecniche affondano le radici nella tradizione e nella mistica egiziana per un infinito viaggio trascendentale" elogiando, così, il lavoro degli artisti che esporranno durante questa Biennale.
Esposizione d'Arte
2011 — Ahmed Basiony (Curators: Aida Eltorie, Shady El Noshokaty) 2009 — Adel El Siwi, Ahmad Askalany (Curator: Adel El Siwi) 1995 — Akram El Magdoub — Hamdi Attia — Medhat Shafik — Khaled Shokry 1976 — Kamal Amin 1960 — Kamal Amin
Edizione 2009
Alla 53° Biennale d'arte di Venezia, lo stato egiziano ha partecipato con le opere intitolate “Leggermente Monumentale”, create dal pittore-ex psichiatra Adel El Siwi e lo scultore Ahmed Askalany. Nelle pitture del dottore possiamo trovare tutto un racconto i cui l'argomento principale è : l'eroicità. In quest'opera notiamo la verticalità che rende ogni movimento dipinto, un attimo solenne, in cui la bagnante calva dal costume arabescato non è che una delle icone di questa rappresentazione. Il tutto viene spiegato dall'artista come un sinonimo della vita in Egitto: “In questo ritmo il nuovo e ciò che si infiltra dall’esterno si fondono con la staticità dell’eredità storica , presenza massiccia e invasiva“.Come il suo collega, anche lo scultore Askalany crea delle forme ibride ma autentiche. Egli riproduce numerosi personaggi: gatti e palme, donne al balcone e un fornaio in bicicletta. Plasma e crea, grazie all'utilizzo di foglie di palma intrecciate in modo artigianale, un'ambiente ricco di profumi e storia, portando una parte della sua terra all'interno del padiglione Egitto.
Ahmed Askalany, "Leggermente Monumentale" - Installazione presente alla 53° Biennale d'arte di Venezia.
Testo breve (700 caratteri) scritto da Geremia Vinattieri e Alessia Wolf:
Il Padiglione Egitto è collocato all'interno di un unico grande complesso architettonico, che ospita le partecipazioni di più Nazioni. Venne costruito e progettato dall'architetto Brenno Del Giudice nel 1932. La struttura originaria comprendeva solo l'attuale Padiglione Venezia, mentre, nel 1938, Del Giudice aggiunse ulteriori spazi contigui, per ospitare nuovi Paesi, tra cui lo spazio oggi occupato dal Padiglione Egitto, precedentemente affidato alla Svizzera, che nel 1952 ha costruito un altro padiglione autonomo, situato all'entrata dei Giardini della Biennale. Dal 2011 il padiglione è stato oggetto di un intervento di restauro. Il curatore di questa edizione, Khaled Zaki, presenta l'artista Mohamed Banawy, con l'esposizione di opere intitolate "Tesori di Conoscenza".
PADIGLIONE EGITTO
A cura di: Geremia Vinattieri e Alessia Wolf
Storia Padiglione
Il Padiglione Egitto è posto all'interno di un’unico grande complesso architettonico, che ospita le partecipazioni di più nazioni. Venne costruito e progettato dall'architetto Brenno Del Giudice nel 1932, che studiò all'Accademia di Belle Arti di Venezia.La struttura originaria, includeva solo l'attuale Padiglione Venezia, mentre, nel 1938, Del Giudice incorporò ulteriori spazi adiacenti per ospitare nuovi Paesi, tra cui lo spazio oggi occupato dal Padiglione dell'Egitto, unico Paese arabo ad avere una propria struttura all’interno della Biennale. Lo stesso spazio precedentemente era affidato alla Svizzera, la quale nel 1952 ha fatto costruire un altro padiglione autonomo situato all'entrata dei Giardini . Dal 2011 il padiglione è stato è stato oggetto di un intervento di restauro.
Curiosità
All'interno dei Giardini della Biennale, il padiglione Egiziano venne comperato quando, lo Stato, era diretto da un Governo Monarchico, il cui reggente era il Sultano Fu'ad I d'Egitto (1868 – 1936).Ogni stato all'interno del sistema organizzativo de La Biennale, si affida ad una Rappresentanza Ufficiale della nazione; questa commissione seleziona i partecipanti che esporranno all'interno del padiglione. Nel caso di uno stato con una reggenza, dove non ci sono molte libertà di espressione e parola, gli artisti vengono scelti in base agli interessi: personali, politici; escludendo quasi del tutto una valutazione delle qualità artistiche degli interessati. In Egitto, l'organo di selezione è il Consiglio Supremo della Cultura, che viene suddiviso in 4 sottogruppi, ognuno dei quali si occupa di un ramo specifico. La delegazione che si preoccupa delle arti visive è composta da 15 membri, di cui una parte specifica seleziona gli artisti che esporranno in mostre concorsi sia su suolo nazionale che estero (come la Biennale d'arte di Venezia).
Premi
- 1995 Premio dei Paesi - Leone d'oro, all'Egitto
<< L'Egitto ha saputo proporre una riuscita integrazione all'interno di un percorso architettonico, delle originali invenzioni di tre giovani artisti, i quali coniugano la tradizione dell'arte moderna occidentale con i modelli antichi della cultura egizia.L'opera di Shafik, dunque, è un antidoto contro le nostre angosce e assume un aspetto etico preciso che si esplica nella continua tensione verso la forma primordiale intorno alla quale si sviluppa l'esistenza."Sono nato e ho trascorso la mia prima infanzia in campagna, sulla riva di un fiume. Ho vissuto in quei primi anni il lento, eterno, fluire del tempo. Questa è stata l'alba della mia vita, l'imprinting della mia vita", ha spiegato l'artista che nella sua opera esprime il continuo desiderio di trovare una dimensione altra, scavando nei ricordi della memoria, attraverso un'operazione simile a quella che compirebbe un archeologo: lui, infatti, va oltre l'epidermide per arrivare a cogliere l'aspetto inconscio dell'essere, secondo una personale indagine segnica, tesa a misurarsi con la materia nel suo farsi. >> Commento dell'artista Shafik e della commissione de La Biennale
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55^ edizione d'arte 2013
Artisti: Mohamed Banawy, Khaled Zaki
Curatore: Khaled Zaki
Titolo: Treasuries of Knowledge (Tesori di Conoscenza)
«Il sogno di tutti i curatori è partecipare alla Biennale di Venezia, ma io non posso farlo». Queste sono state le parole del curatore Mohamed Talaat, scelto dal Ministero della Cultura egiziano come curatore per il Padiglione nazionale alla Biennale di Venezia del 2013, dopo aver rifiutato il ruolo assegnatoli. Non ha voluto prendere parte a questo lavoro, perché sono stati scelti precedentemente gli artisti rendendo inutile il lavoro di un possibile Curatore. Però, successivamente, ha affermato che "il progetto del Padiglione egiziano parte proprio dal titolo e trasforma l’interno del suo spazio in un cammino verso la conoscenza. I simboli usati e le tecniche affondano le radici nella tradizione e nella mistica egiziana per un infinito viaggio trascendentale" elogiando, così, il lavoro degli artisti che esporranno durante questa Biennale.
Esposizione d'Arte
2011 — Ahmed Basiony (Curators: Aida Eltorie, Shady El Noshokaty)
2009 — Adel El Siwi, Ahmad Askalany (Curator: Adel El Siwi)
1995 — Akram El Magdoub — Hamdi Attia — Medhat Shafik — Khaled Shokry
1976 — Kamal Amin
1960 — Kamal Amin
Edizione 2009
Alla 53° Biennale d'arte di Venezia, lo stato egiziano ha partecipato con le opere intitolate “Leggermente Monumentale”, create dal pittore-ex psichiatra Adel El Siwi e lo scultore Ahmed Askalany. Nelle pitture del dottore possiamo trovare tutto un racconto i cui l'argomento principale è : l'eroicità. In quest'opera notiamo la verticalità che rende ogni movimento dipinto, un attimo solenne, in cui la bagnante calva dal costume arabescato non è che una delle icone di questa rappresentazione. Il tutto viene spiegato dall'artista come un sinonimo della vita in Egitto: “In questo ritmo il nuovo e ciò che si infiltra dall’esterno si fondono con la staticità dell’eredità storica , presenza massiccia e invasiva“.Come il suo collega, anche lo scultore Askalany crea delle forme ibride ma autentiche. Egli riproduce numerosi personaggi: gatti e palme, donne al balcone e un fornaio in bicicletta. Plasma e crea, grazie all'utilizzo di foglie di palma intrecciate in modo artigianale, un'ambiente ricco di profumi e storia, portando una parte della sua terra all'interno del padiglione Egitto.
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Fonti
- http://en.wikipedia.org/wiki/Venice_Biennale
- http://it.wikipedia.org/wiki/Giardini_della_Biennale
- http://it.wikipedia.org/wiki/Brenno_Del_Giudice
- http://web.tiscali.it/shafik/home/opere/index.htm
- http://www.labiennale.org/it/arte/esposizione/partecipazioni-nazionali/
- http://www.galleriaghetta.com/shafik_lavori_ita.html
- http://www.undo.net/cgi-bin/openframe.pl?x=/cgi-bin/undo/features/features.pl%3Fa%3Di%26cod%3D53
- http://ilgiornaledellarte.com/articoli/2013/4/116129.html
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AREA LAVORO STUENDTI
Tabella Excel Geremia Vinattieri:
Mappa Geremia Vinattieri:
Tabella Excel Alessia Wolf:
Mappa Alessia Wolf:
AUDIOGUIDA - PADIGLIONE EGITTO Alessia Wolf
Testo breve (700 caratteri) scritto da Geremia Vinattieri e Alessia Wolf:
Il Padiglione Egitto è collocato all'interno di un unico grande complesso architettonico, che ospita le partecipazioni di più Nazioni. Venne costruito e progettato dall'architetto Brenno Del Giudice nel 1932.
La struttura originaria comprendeva solo l'attuale Padiglione Venezia, mentre, nel 1938, Del Giudice aggiunse ulteriori spazi contigui, per ospitare nuovi Paesi, tra cui lo spazio oggi occupato dal Padiglione Egitto, precedentemente affidato alla Svizzera, che nel 1952 ha costruito un altro padiglione autonomo, situato all'entrata dei Giardini della Biennale.
Dal 2011 il padiglione è stato oggetto di un intervento di restauro.
Il curatore di questa edizione, Khaled Zaki, presenta l'artista Mohamed Banawy, con l'esposizione di opere intitolate "Tesori di Conoscenza".