PADIGLIONE FINLANDIAdi Cecilia Cappelli e Irene Toniolo
Storia Padiglione
Il Padiglione era nato nel 1956 come struttura provvisoria per le esposizioni d’arte della Finlandia in attesa della realizzazione di un grande spazio destinato ai Paesi Nordici ed è poi diventato un luogo speciale per le mostre d’arte e di architettura della Finlandia stessa. In Finlandia il legno costituisce una fondamentale fonte di vita. E’ sempre stato usato nelle costruzioni (oggi con tecnologie e metodi di lavorazione moderni) e la natura e la foresta danno continuamente ispirazioni preziose all’arte e all’architettura del Paese. Se il Padiglione Centrale (Ex Italia) è il più grande dopo quello cinese, quello finlandese invece è uno dei padiglioni europei dai costi minori, costruito con l'obiettivo di poter essere smontato e rimontato facilmente. La struttura era, inizialmente, un prefabbricato che fu spedito a pezzi dalla Finlandia per essere rimontato a Venezia, senza la presenza del maestro Alvar Aalto. Aalto è un esponente dell’architettura organica, che mescola tradizione ed innovazione: la tradizionalità del materiale usato e l’innovazione delle forme adottate (la pianta trapezoidale e il soffitto spiovente). Per la Finlandia, tutto deve essere eco-sostenibile. Il consumo energetico è ridotto al minimo: ci sono pannelli solari per alimentare il più possibile il padiglione, si utilizza la ventilazione naturale per ridurre quella meccanica. I materiali e i metodi di costruzione sono stati selezionati con l'obiettivo di ridurre al minimo le emissioni di CO2. Per quanto possibile, inoltre, si è utilizzato materiale riciclato. “La grande sfida della Finlandia per il prossimo futuro è quello di trovare metodi per la costruzione di città che siano sostenibili e preservare le risorse naturali. Il padiglione è un laboratorio che presenta soluzioni finlandesi per la prossima costruzione urbana, la città del futuro con macchine elettriche e riduzione di inquinamento anche acustico, oltre che ambientale e mantenendo i principi dello sviluppo sostenibile", racconta Sari Lehtonen, architetto. L'interno del padiglione è illuminato da vetrate a soffitto, mentre lo scheletro della struttura è formato da elementi in acciaio uniti da bulloni per un facile smontaggio. Il gruppo di architetti JKMM ha disegnato il progetto al computer, è rivestito di 25 mila tasselli di un nuovo materiale, UPM ProFi, misto di carta e plastica riciclata da avanzi industriali. daily.wired.it (13/03/2013).
Interno Padiglione con installazione 55^ Edizione
Curiosità Il 7 ottobre 2011 un albero si è abbattuto sul Padiglione finlandese provocando gravi danni all’ opera di Alvar Aalto. L’evento interruppe la mostra finlandese della Biennale 2011. Il padiglione e le opere esposte furono danneggiate e la mostra venne chiusa prima del tempo. In ricordo a quest’evento, e con una radicata attenzione al mondo naturale, il titolo provvisorio del concept espositivo è "caduta di alberi“. Come suggerisce il titolo, il concetto vuole riprendere l’imprevedibilità intrinseca e forza distruttiva della Natura. L’albero che cade non è visto solo come un ostacolo che deve essere eliminato o come la ragione per una ristrutturazione, ma come un elemento di rottura alla razionalità che fa posto a qualcosa di imprevedibile. Questo concetto vuole far ri-considerare agli spettatori il rapporto tra arte e natura e viceversa. Vuole far emergere diverse domande: dove finisce la natura e dove inizia l’arte? Quali sono le forze che legano arte e natura? Qual è il contributo della natura all’arte quando si rifiuta di essere tradotta in paesaggi o oggetti? daringtodo.com (13/03/2013) Il governo finlandese si mosse subito per iniziare i lavori di restauro affidati all’architetto e storico dell’architettura contemporanea Gianni Talamini, da anni ormai mediatore tra Italia e Finlandia (da molti anni promuove scambi culturali e di ricerca tra questi due bei Paesi) che è riuscito magnificamente nell’intento in tempi davvero stretti, dettati dall’allora imminente 13esima edizione della Biennale d’Architettura. Salamini a tal proposito dichiara: “Questo è stato probabilmente il restauro più attento del padiglione: prima di tutto per le ricerche storiche che lo hanno accompagnato, poi perché la struttura è stata totalmente smontata e riassemblata, e ancora perché l’edificio è stato liberato dai numerosi strati di materiali estranei aggiunti nel corso dei suoi oltre cinquant’anni di vita. Il lavoro di restauro può pertanto paragonarsi ad una indagine archeologica, che ha reso possibile leggere molti capitoli della storia del padiglione che non sono mai stati scritti. Queste scoperte quotidiane sono state un risultato molto eccitante che ha ripagato il grande impegno di completare il restauro propriamente e nei tempi richiesti. In nove mesi, in tempo per la 13. Mostra di Architettura, il padiglione è stato finalmente di nuovo svelato “. cultfinlandia.it (13/03/2013).
Testo breve (700 caratteri) scritto da Cecilia Cappelli:
Il Padiglione Finlandia, progettato da Alvar Aalto, è nato nel 1956 ed è interamente di legno, elemento fondamentale in questo Paese, inoltre è stato costruito con l'obiettivo di poter essere smontato e rimontato facilmente. La sua struttura mescola tradizione ed innovazione: da una parte la tradizione del materiale usato e dall'altra l’innovazione delle forme adottate. Pensato in un'ottica moderna, il consumo energetico è ridotto al minimo grazie a pannelli solari e all'impiego di ventilazione naturale. Inoltre si è utilizzato materiale riciclato. I curatori saranno Mika Elo e Marko Karo, e gli artisti Terike Haapoja nel padiglione Paesi Nordici, e Antti Laitinen nel padiglione di Aalto.
Testo breve (700 caratteri) scritto da Irene Toniolo: Il padiglione finlandese ha in sé tutta la filosofia eco-sostenibile nordica. Nacque nel 1956 grazie al progetto di Alvar Aalto; fu costruito interamente in legno e con materiali riciclati, per avere minor impatto ambientale. I metodi di costruzione sono stati selezionati con l'obiettivo di ridurre al minimo le emissioni di CO2. Lo scheletro è costituito da elementi di acciaio uniti da bulloni, per un facile smontaggio. Anche il consumo energetico segue questa filosofia grazie ai pannelli solari usati per l'illuminazione e alla ventilazione naturale al posto di quella meccanica. Dall'esterno appare come un grande parallelepipedo blu con degli elementi a “V” bianchi. I curatori sono Mika Elo e Marko Karo, mentre gli artisti presentati sono Terike Haapoja e Antti Laitinen.
Mappa Padiglione Finlandia di Irene Toniolo
Mappa Padiglione Finlandia di Cecilia Cappelli
Audioguida Padiglione Finlandia di Cecilia Cappelli
PADIGLIONE FINLANDIA di Cecilia Cappelli e Irene Toniolo
Storia Padiglione
Il Padiglione era nato nel 1956 come struttura provvisoria per le esposizioni d’arte della Finlandia in attesa della realizzazione di un grande spazio destinato ai Paesi Nordici ed è poi diventato un luogo speciale per le mostre d’arte e di architettura della Finlandia stessa. In Finlandia il legno costituisce una fondamentale fonte di vita. E’ sempre stato usato nelle costruzioni (oggi con tecnologie e metodi di lavorazione moderni) e la natura e la foresta danno continuamente ispirazioni preziose all’arte e all’architettura del Paese. Se il Padiglione Centrale (Ex Italia) è il più grande dopo quello cinese, quello finlandese invece è uno dei padiglioni europei dai costi minori, costruito con l'obiettivo di poter essere smontato e rimontato facilmente. La struttura era, inizialmente, un prefabbricato che fu spedito a pezzi dalla Finlandia per essere rimontato a Venezia, senza la presenza del maestro Alvar Aalto. Aalto è un esponente dell’architettura organica, che mescola tradizione ed innovazione: la tradizionalità del materiale usato e l’innovazione delle forme adottate (la pianta trapezoidale e il soffitto spiovente). Per la Finlandia, tutto deve essere eco-sostenibile. Il consumo energetico è ridotto al minimo: ci sono pannelli solari per alimentare il più possibile il padiglione, si utilizza la ventilazione naturale per ridurre quella meccanica. I materiali e i metodi di costruzione sono stati selezionati con l'obiettivo di ridurre al minimo le emissioni di CO2. Per quanto possibile, inoltre, si è utilizzato materiale riciclato. “La grande sfida della Finlandia per il prossimo futuro è quello di trovare metodi per la costruzione di città che siano sostenibili e preservare le risorse naturali. Il padiglione è un laboratorio che presenta soluzioni finlandesi per la prossima costruzione urbana, la città del futuro con macchine elettriche e riduzione di inquinamento anche acustico, oltre che ambientale e mantenendo i principi dello sviluppo sostenibile", racconta Sari Lehtonen, architetto. L'interno del padiglione è illuminato da vetrate a soffitto, mentre lo scheletro della struttura è formato da elementi in acciaio uniti da bulloni per un facile smontaggio. Il gruppo di architetti JKMM ha disegnato il progetto al computer, è rivestito di 25 mila tasselli di un nuovo materiale, UPM ProFi, misto di carta e plastica riciclata da avanzi industriali. daily.wired.it (13/03/2013).
Curiosità
Il 7 ottobre 2011 un albero si è abbattuto sul Padiglione finlandese provocando gravi danni all’ opera di Alvar Aalto. L’evento interruppe la mostra finlandese della Biennale 2011. Il padiglione e le opere esposte furono danneggiate e la mostra venne chiusa prima del tempo. In ricordo a quest’evento, e con una radicata attenzione al mondo naturale, il titolo provvisorio del concept espositivo è "caduta di alberi“. Come suggerisce il titolo, il concetto vuole riprendere l’imprevedibilità intrinseca e forza distruttiva della Natura. L’albero che cade non è visto solo come un ostacolo che deve essere eliminato o come la ragione per una ristrutturazione, ma come un elemento di rottura alla razionalità che fa posto a qualcosa di imprevedibile. Questo concetto vuole far ri-considerare agli spettatori il rapporto tra arte e natura e viceversa. Vuole far emergere diverse domande: dove finisce la natura e dove inizia l’arte? Quali sono le forze che legano arte e natura? Qual è il contributo della natura all’arte quando si rifiuta di essere tradotta in paesaggi o oggetti? daringtodo.com (13/03/2013)
Il governo finlandese si mosse subito per iniziare i lavori di restauro affidati all’architetto e storico dell’architettura contemporanea Gianni Talamini, da anni ormai mediatore tra Italia e Finlandia (da molti anni promuove scambi culturali e di ricerca tra questi due bei Paesi) che è riuscito magnificamente nell’intento in tempi davvero stretti, dettati dall’allora imminente 13esima edizione della Biennale d’Architettura. Salamini a tal proposito dichiara: “Questo è stato probabilmente il restauro più attento del padiglione: prima di tutto per le ricerche storiche che lo hanno accompagnato, poi perché la struttura è stata totalmente smontata e riassemblata, e ancora perché l’edificio è stato liberato dai numerosi strati di materiali estranei aggiunti nel corso dei suoi oltre cinquant’anni di vita. Il lavoro di restauro può pertanto paragonarsi ad una indagine archeologica, che ha reso possibile leggere molti capitoli della storia del padiglione che non sono mai stati scritti. Queste scoperte quotidiane sono state un risultato molto eccitante che ha ripagato il grande impegno di completare il restauro propriamente e nei tempi richiesti. In nove mesi, in tempo per la 13. Mostra di Architettura, il padiglione è stato finalmente di nuovo svelato “. cultfinlandia.it (13/03/2013).
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55^ Edizione Arte 2013
Curatori: Mika Elo, Marko Karo
Artista/i: Terike Haapoja (padiglione Paesi Nordici) e Antti Laitinen (padiglione Finlandia)
Riferimenti bibliografici / sitografici/ link
- http://www.labiennale.org
- http://www.daringtodo.com/lang/it/2013/02/15/verso-la-biennale-2013-i-padiglioni-nazionali-ii/
- http://daily.wired.it/news/tech/sostenibilita-naturale-nel-padiglione-finlandese.html
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Testo breve (700 caratteri) scritto da Cecilia Cappelli:
Il Padiglione Finlandia, progettato da Alvar Aalto, è nato nel 1956 ed è interamente di legno, elemento fondamentale in questo Paese, inoltre è stato costruito con l'obiettivo di poter essere smontato e rimontato facilmente. La sua struttura mescola tradizione ed innovazione: da una parte la tradizione del materiale usato e dall'altra l’innovazione delle forme adottate. Pensato in un'ottica moderna, il consumo energetico è ridotto al minimo grazie a pannelli solari e all'impiego di ventilazione naturale. Inoltre si è utilizzato materiale riciclato. I curatori saranno Mika Elo e Marko Karo, e gli artisti Terike Haapoja nel padiglione Paesi Nordici, e Antti Laitinen nel padiglione di Aalto.
Testo breve (700 caratteri) scritto da Irene Toniolo:
Il padiglione finlandese ha in sé tutta la filosofia eco-sostenibile nordica. Nacque nel 1956 grazie al progetto di Alvar Aalto; fu costruito interamente in legno e con materiali riciclati, per avere minor impatto ambientale. I metodi di costruzione sono stati selezionati con l'obiettivo di ridurre al minimo le emissioni di CO2. Lo scheletro è costituito da elementi di acciaio uniti da bulloni, per un facile smontaggio. Anche il consumo energetico segue questa filosofia grazie ai pannelli solari usati per l'illuminazione e alla ventilazione naturale al posto di quella meccanica. Dall'esterno appare come un grande parallelepipedo blu con degli elementi a “V” bianchi. I curatori sono Mika Elo e Marko Karo, mentre gli artisti presentati sono Terike Haapoja e Antti Laitinen.
Mappa Padiglione Finlandia di Irene Toniolo
Mappa Padiglione Finlandia di Cecilia Cappelli
Audioguida Padiglione Finlandia di Cecilia Cappelli
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