Storia Padiglione Il Padiglione Italia da diversi anni ha sede nell'area dell'Arsenale, diversamente da prima, quando a partire dal 1938 occupava una parte dello spazio dell'attuale Padiglione Centrale. Approfondiamo qui alcuni aspetti di questa nuova sede riservata all'arte italiana.Gli spazi dedicati alla Biennale comprendono oggi le Corderie, Artiglierie, Gaggiandre, alcune Tese Cinquecentesche e le Tese delle Vergini. Il Padiglione Italia si colloca alle Tese delle Vergini ed ospita la partecipazione italiana che viene gestita dal Ministero per i Beni e le attività culturali che nomina di volta in volta i curatori, secondo un sistema molto simile ai Padiglioni Nazionali stranieri. L'intero spazio dedicato all'area italiana occupa una superficie di circa 1.800 mq; questo preciso spazio venne edificato alla fine dell'Ottocento in prossimità dello scalo acqueo delle Gaggiandre. Queste strutture, lunghe 100 metri, originariamente erano destinate al deposito di combustibile e carbone. Attualmente si è fatta avanti l'idea di ampliare lo spazio espositivo (con i lavori si potrebbero raggiungere i 950 mq in più) unificando due porzioni della prima Tesa, andando così a ripristinare l'originaria apertura di questo spazio. Una parte della prima Tesa è infatti occupata da una struttura risalente ai primi del Novecento interamente di legno e suddivisa su tre livelli che costituisce un importante elemento del progetto.L'Arsenale di Venezia è considerato come uno dei più vasti centri produttivi di epoca preindustriale, occupando un'area di ben 46 ettari. Lo si può considerare come l'immagine della Serenissima ma sopratutto il simbolo della potenza economica, militare e politica della città. Gli edifici hanno mantenuto la loro funzione originaria fino all'inizio della prima guerra mondiale; la successiva impossibilità ad adattare le strutture esistenti alle nuove esigenze dell'industria ha causato un lento abbandono e un progressivo degrado di alcune zone dell'area, nonostante la Marina avesse comunque mantenuto in quella sede alcune delle sue attività. A partire dal 1980, la Biennale di Venezia comincia ad insediarsi in una parte dell'immenso complesso, quello delle Corderie, in occasione della prima Mostra di Architettura curata da Paolo Portoghesi; in seguito questi spazi vengono utilizzati durante le Esposizioni d’Arte per la sezione "Aperto" dedicata ai giovani artisti. Questa rappresenta una delle prime grandi iniziative di riconversione e ristrutturazione dei grandi spazi. Successivamente, proprio a partire dal 1999 si comincia a parlare di recupero dell'area sud-est dell'arsenale, (concessa in uso dalla Marina Militare) spazio di circa 50.000mq, dei quali la metà coperti. I vari edifici presenti risalgono a varie epoche, alcuni edificati a partire dal 1100, altri a partire dal 1400, subendo modifiche e ampliamenti nel corso dei secoli a seconda delle esigenze. L'obbiettivo era quello di rendere fruibili e funzionali gli spazi per le varie attività dell'Esposizione, mantenendo assolutamente l'originale architettura storica. Importante per questo era riuscire a mantenere l'unicità degli spazi andando a soddisfare comunque le esigenze delle attività espositive della Biennale; in questo gli interventi fatti si sono avvalsi ad esempio di strutture flessibili e che si potessero adattare all'ambiente, potendo garantire comunque l'evoluzione e l'aggiornamento dei vari ambienti (coperture, infissi, pavimentazione). Interessante è conoscere quali fossero le funzioni dei vari ambienti dove ora si svolgono le manifestazioni della Biennale. Le Corderie (lato sud dell'arsenale) vennero costruite intorno al 1303 per poi essere ricostruite intorno al 1580 secondo il progetto di Antonio Da Ponte. All'interno di queste un tempo venivano prodotti cavi, gomene e cordame di vario tipo; l'edificio (di 316m x 21m x 9,70m) è interamente coperto da capriate in legno e comprende uno spazio espositivo di 6.400 mq suddiviso in tre navate le quali sostengono due soppalchi laterali ad un'altezza di sette metri. Le Artiglierie sono caratterizzate da un lungo edificio ad un unico piano del 1560; queste offrono un'area espositiva di 3.300 mq. Le Gaggiandre, due meravigliosi cantieri acquatici costruiti intorno al 1570 su progetto di Jacopo Sansovino si affacciano su di un ampio bacino interno. Nel 2001, inizia la bonifica di una parte del giardino, il "Giardino delle Vergini" che si estende sull’area dell’ex monastero Santa Maria Vergine; questo copre un'area di 14.000 mq circondata dalle mura dell'arsenale stesso. Dal 2008 il giardino diventa parte della concessione.
Torna su Curiosità Il Padiglione Italia, durante la Biennale Arte del 2011, ha promosso un lavoro di collaborazione con le Regioni italiane per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Una commissione ha valutato i lavori di migliaia di artisti (scultori, fotografi, video artisti) individuando i mille elaborati più rappresentativi. Le opere sono state scelte con lo scopo di essere poi esposte nelle Città più importanti del nostro Paese, con lo scopo di tracciare una mappatura della storia dell'arte contemporanea in tutte la sue varie declinazioni. I lavori di questi artisti verranno raccolti in un catalogo di 1500 pagine. Questa indagine si completa anche con la presenza delle venti Accademie di Belle Arti Italiane che hanno selezionato i loro allievi (200 nuovi artisti in totale). Lo spazio espositivo a loro dedicato è quello delle Tese di San Cristoforo di fronte all'Arsenale.
Padiglione Italia e scalo acqueo delle Gaggiandre
Torna su 55^ Edizione Arte 2013 Artisti Marcello Maloberti (1966) e Flavio Favelli (1967) - autobiografia e immaginario collettivo Massimo Bartolini (1962) e Francesca Grilli (1978) - contrapposizione tra silenzio e suono - libertà di parola e censura Fabio Mauri (1926-2009) e Francesco Arena (1978) - il nostro rapporto con la storia Sislej Xhafa (1970) e Piero Golia (1974) - cultura e tradizioni popolari Luigi Ghirri (1943-1992) e Luca Vitone (1964) - paesaggio sospeso tra visione e memoria Gianfranco Baruchello (1924) e Elisabetta Benassi (1966) - tensione tra frammento e sistema, ambizione di archiviare e impossibilità di classificare la conoscenza Giulio Paolini (1940) e Marco Tirelli (1956) - arte come illusione
Curatore Bartolomeo Pietromarchi
Inaugurazione Padiglione Italia 2013
Note sull'esposizione Alla edizione 2013 verranno presentate le opere dei quattordici artisti che "dialogheranno in coppia, un atlante visivo disposto in sette ambienti che ci condurrà in un viaggio ideale nell'arte italiana di oggi e di ieri". Per realizzare i lavori, sono stati stanziati dal Ministero 600mila euro assieme alla creazione di un progetto attraverso il quale ognuno potrà lasciare una donazione. "Vice versa" è il titolo scelto dal curatore.La mostra si presenterà come un’esplorazione dei caratteri fondanti della nostra identità culturale e artistica contemporanea.
Inaugurazione Padiglione Italia 2013
"Il doppio sguardo sul paesaggio, in cui il significato di luogo, sospeso tra visione e memoria, emerge dalle opere di Ghirri e di Vitone; il rapporto sofferto e contraddittorio con la storia declinato tra dimensione personale e collettiva si manifesta in Mauri e Arena che affrontano, attraverso il filtro del corpo e della dimensione performativa, i buchi irrisolti della storia. Ancora, il gioco dialettico e i continui slittamenti tra tragedia e commedia si ritrovano nei lavori di Golia e Xhafa sempre in bilico tra vita vissuta e vita immaginata; una dimensione presente anche nelle opere di Maloberti e Favelli che rendono sensibili gli sconfinamenti tra autobiografia e immaginario collettivo attraverso riferimenti alla cultura e alle tradizioni popolari. Una propensione dialettica è da sempre propria del lavoro di Giulio Paolini, che dialoga in mostra con Marco Tirelli sul tema dell’arte come illusione, come sguardo prospettico: un invito ad entrare in una dimensione ulteriore, costringendoci a restare in equilibrio sul confine tra realtà e rappresentazione. Il percorso della mostra ritrova questo gioco anche nella contrapposizione tra suono e silenzio, tra libertà di parola e censura, come nella ricerca di Massimo Bartolini e di Francesca Grilli, per terminare con le opere di Baruchello e Benassi in quella tensione tra frammento e sistema in cui l’umana ambizione ad archiviare e a classificare si scontra con l’impossibilità e il fallimento". [dal sito della Biennale ]. La mostra all'Arsenale presenterà opere prodotte appositamente per questa occasione, all'interno e all'esterno deo Padiglione.
Inaugurazione Padiglione Italia 2013
Torna su Esposizione Edizioni Arte passate 54esima edizione arte 2011 Curatore del padiglione Italia (Arsenale): Vittorio Sgarbi. Artisti: vi partecipano oltre 200 artisti (operanti negli ultimi 10 anni), indicati da scrittori, poeti, registi e uomini di pensiero.Importante è qui l'interesse dato al 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. Il padiglione Italia ospita anche la presenza delle 20 Accademie di Belle Arti d'Italia.Il progetto lanciato da Sgarbi, intende documentare lo stato dell’arte italiana contemporanea.
53esima edizione arte 2009 Curatore del padiglione Italia (Arsenale): Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice Artisti: Matteo Basilé, Manfredi Beninati, Valerio Berruti, Bertozzi&Casoni, Nicola Bolla, Sandro Chia, Marco Cingolani, Giacomo Costa, Aron Demetz, Roberto Floreani, Daniele Galliano, Marco Lodola, MASBEDO, Gian Marco Montesano, Davide Nido, Luca Pignatelli, Elisa Sighicelli, Sissi, Nicola Verlato e Silvio Wolf. E' stata qui allestita la mostra "collaudi" in omaggio a Filippo Tommaso Marinetti.
52esima edizione arte 2007 Curatore del padiglione Italia (Arsenale): Ida Gianelli
Inaugurazione Padiglione Italia: giovedì 30 maggio 2013, ore 11.30 Apertura al pubblico: dal 1 giugno al 24 novembre 2013 Luogo: Venezia, Tese delle Vergini all’Arsenale
Testo breve (700 caratteri) per audio guida La biennale di Venezia nasce nel 1893 nella sede dei giardini. A partire dal 1980, l'istituzione si insedia anche in una parte dell'immenso complesso dell'Arsenale ed è solo dal 1999 che si da il via al recupero degli spazi che tuttora ospitano il padiglione Italia; quest'ultimo, inizialmente situato ai giardini presso quello che è l'attuale padiglione centrale, si colloca ora alle Tese delle Vergini. Ogni edificio all'arsenale risale ad epoche diverse, lo spazio italiano in particolare venne edificato a fine ottocento in prossimità dello scalo acqueo delle Gaggiandre; questo aveva principalmente una funzione di deposito di combustibili e carbone. Alla 55esima edizione, Bartolomeo Pietromarchi sarà curatore presso il padiglione italiano, e in questo esporranno: Fabio Mauri, Francesco Arena, Luigi Ghirri, Luca Vitone, Marcello Maloberti, Flavio Favelli, Sislej Xhafa, Piero Golia, Giulio Paolini, Marco Tirelli, Massimo Bartolini, Francesca Grilli, Gianfranco Baruchello, Elisabetta Benassi.
Testo breve (400 caratteri) per nuvola Google Maps La biennale di Venezia nasce nel 1893 nella sede dei giardini. E' solo dal 1999 che si recuperano gli spazi che ora ospitano il padiglione Italia all'arsenale; quest'ultimo, inizialmente situato ai giardini presso l'attuale padiglione centrale, si colloca ora alle Tese delle Vergini. Ogni edificio all'arsenale risale ad epoche diverse, lo spazio italiano venne edificato a fine ottocento ed aveva la funzione di deposito di combustibili.
PADIGLIONE ITALIA (Arsenale)
di Alessandro Marin
Storia Padiglione
Il Padiglione Italia da diversi anni ha sede nell'area dell'Arsenale, diversamente da prima, quando a partire dal 1938 occupava una parte dello spazio dell'attuale Padiglione Centrale. Approfondiamo qui alcuni aspetti di questa nuova sede riservata all'arte italiana.Gli spazi dedicati alla Biennale comprendono oggi le Corderie, Artiglierie, Gaggiandre, alcune Tese Cinquecentesche e le Tese delle Vergini. Il Padiglione Italia si colloca alle Tese delle Vergini ed ospita la partecipazione italiana che viene gestita dal Ministero per i Beni e le attività culturali che nomina di volta in volta i curatori, secondo un sistema molto simile ai Padiglioni Nazionali stranieri. L'intero spazio dedicato all'area italiana occupa una superficie di circa 1.800 mq; questo preciso spazio venne edificato alla fine dell'Ottocento in prossimità dello scalo acqueo delle Gaggiandre. Queste strutture, lunghe 100 metri, originariamente erano destinate al deposito di combustibile e carbone. Attualmente si è fatta avanti l'idea di ampliare lo spazio espositivo (con i lavori si potrebbero raggiungere i 950 mq in più) unificando due porzioni della prima Tesa, andando così a ripristinare l'originaria apertura di questo spazio. Una parte della prima Tesa è infatti occupata da una struttura risalente ai primi del Novecento interamente di legno e suddivisa su tre livelli che costituisce un importante elemento del progetto.L'Arsenale di Venezia è considerato come uno dei più vasti centri produttivi di epoca preindustriale, occupando un'area di ben 46 ettari. Lo si può considerare come l'immagine della Serenissima ma sopratutto il simbolo della potenza economica, militare e politica della città. Gli edifici hanno mantenuto la loro funzione originaria fino all'inizio della prima guerra mondiale; la successiva impossibilità ad adattare le strutture esistenti alle nuove esigenze dell'industria ha causato un lento abbandono e un progressivo degrado di alcune zone dell'area, nonostante la Marina avesse comunque mantenuto in quella sede alcune delle sue attività. A partire dal 1980, la Biennale di Venezia comincia ad insediarsi in una parte dell'immenso complesso, quello delle Corderie, in occasione della prima Mostra di Architettura curata da Paolo Portoghesi; in seguito questi spazi vengono utilizzati durante le Esposizioni d’Arte per la sezione "Aperto" dedicata ai giovani artisti. Questa rappresenta una delle prime grandi iniziative di riconversione e ristrutturazione dei grandi spazi. Successivamente, proprio a partire dal 1999 si comincia a parlare di recupero dell'area sud-est dell'arsenale, (concessa in uso dalla Marina Militare) spazio di circa 50.000mq, dei quali la metà coperti. I vari edifici presenti risalgono a varie epoche, alcuni edificati a partire dal 1100, altri a partire dal 1400, subendo modifiche e ampliamenti nel corso dei secoli a seconda delle esigenze. L'obbiettivo era quello di rendere fruibili e funzionali gli spazi per le varie attività dell'Esposizione, mantenendo assolutamente l'originale architettura storica. Importante per questo era riuscire a mantenere l'unicità degli spazi andando a soddisfare comunque le esigenze delle attività espositive della Biennale; in questo gli interventi fatti si sono avvalsi ad esempio di strutture flessibili e che si potessero adattare all'ambiente, potendo garantire comunque l'evoluzione e l'aggiornamento dei vari ambienti (coperture, infissi, pavimentazione). Interessante è conoscere quali fossero le funzioni dei vari ambienti dove ora si svolgono le manifestazioni della Biennale. Le Corderie (lato sud dell'arsenale) vennero costruite intorno al 1303 per poi essere ricostruite intorno al 1580 secondo il progetto di Antonio Da Ponte. All'interno di queste un tempo venivano prodotti cavi, gomene e cordame di vario tipo; l'edificio (di 316m x 21m x 9,70m) è interamente coperto da capriate in legno e comprende uno spazio espositivo di 6.400 mq suddiviso in tre navate le quali sostengono due soppalchi laterali ad un'altezza di sette metri. Le Artiglierie sono caratterizzate da un lungo edificio ad un unico piano del 1560; queste offrono un'area espositiva di 3.300 mq. Le Gaggiandre, due meravigliosi cantieri acquatici costruiti intorno al 1570 su progetto di Jacopo Sansovino si affacciano su di un ampio bacino interno. Nel 2001, inizia la bonifica di una parte del giardino, il "Giardino delle Vergini" che si estende sull’area dell’ex monastero Santa Maria Vergine; questo copre un'area di 14.000 mq circondata dalle mura dell'arsenale stesso. Dal 2008 il giardino diventa parte della concessione.
Torna su
Curiosità
Il Padiglione Italia, durante la Biennale Arte del 2011, ha promosso un lavoro di collaborazione con le Regioni italiane per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Una commissione ha valutato i lavori di migliaia di artisti (scultori, fotografi, video artisti) individuando i mille elaborati più rappresentativi. Le opere sono state scelte con lo scopo di essere poi esposte nelle Città più importanti del nostro Paese, con lo scopo di tracciare una mappatura della storia dell'arte contemporanea in tutte la sue varie declinazioni. I lavori di questi artisti verranno raccolti in un catalogo di 1500 pagine. Questa indagine si completa anche con la presenza delle venti Accademie di Belle Arti Italiane che hanno selezionato i loro allievi (200 nuovi artisti in totale). Lo spazio espositivo a loro dedicato è quello delle Tese di San Cristoforo di fronte all'Arsenale.
Torna su
55^ Edizione Arte 2013
Artisti
Marcello Maloberti (1966) e Flavio Favelli (1967) - autobiografia e immaginario collettivo
Massimo Bartolini (1962) e Francesca Grilli (1978) - contrapposizione tra silenzio e suono - libertà di parola e censura
Fabio Mauri (1926-2009) e Francesco Arena (1978) - il nostro rapporto con la storia
Sislej Xhafa (1970) e Piero Golia (1974) - cultura e tradizioni popolari
Luigi Ghirri (1943-1992) e Luca Vitone (1964) - paesaggio sospeso tra visione e memoria
Gianfranco Baruchello (1924) e Elisabetta Benassi (1966) - tensione tra frammento e sistema, ambizione di archiviare e impossibilità di classificare la conoscenza
Giulio Paolini (1940) e Marco Tirelli (1956) - arte come illusione
Curatore
Bartolomeo Pietromarchi
Note sull'esposizione
Alla edizione 2013 verranno presentate le opere dei quattordici artisti che "dialogheranno in coppia, un atlante visivo disposto in sette ambienti che ci condurrà in un viaggio ideale nell'arte italiana di oggi e di ieri". Per realizzare i lavori, sono stati stanziati dal Ministero 600mila euro assieme alla creazione di un progetto attraverso il quale ognuno potrà lasciare una donazione. "Vice versa" è il titolo scelto dal curatore.La mostra si presenterà come un’esplorazione dei caratteri fondanti della nostra identità culturale e artistica contemporanea.
"Il doppio sguardo sul paesaggio, in cui il significato di luogo, sospeso tra visione e memoria, emerge dalle opere di Ghirri e di Vitone; il rapporto sofferto e contraddittorio con la storia declinato tra dimensione personale e collettiva si manifesta in Mauri e Arena che affrontano, attraverso il filtro del corpo e della dimensione performativa, i buchi irrisolti della storia. Ancora, il gioco dialettico e i continui slittamenti tra tragedia e commedia si ritrovano nei lavori di Golia e Xhafa sempre in bilico tra vita vissuta e vita immaginata; una dimensione presente anche nelle opere di Maloberti e Favelli che rendono sensibili gli sconfinamenti tra autobiografia e immaginario collettivo attraverso riferimenti alla cultura e alle tradizioni popolari. Una propensione dialettica è da sempre propria del lavoro di Giulio Paolini, che dialoga in mostra con Marco Tirelli sul tema dell’arte come illusione, come sguardo prospettico: un invito ad entrare in una dimensione ulteriore, costringendoci a restare in equilibrio sul confine tra realtà e rappresentazione. Il percorso della mostra ritrova questo gioco anche nella contrapposizione tra suono e silenzio, tra libertà di parola e censura, come nella ricerca di Massimo Bartolini e di Francesca Grilli, per terminare con le opere di Baruchello e Benassi in quella tensione tra frammento e sistema in cui l’umana ambizione ad archiviare e a classificare si scontra con l’impossibilità e il fallimento". [dal sito della Biennale ]. La mostra all'Arsenale presenterà opere prodotte appositamente per questa occasione, all'interno e all'esterno deo Padiglione.
Torna su
Esposizione Edizioni Arte passate
54esima edizione arte 2011
Curatore del padiglione Italia (Arsenale): Vittorio Sgarbi.
Artisti: vi partecipano oltre 200 artisti (operanti negli ultimi 10 anni), indicati da scrittori, poeti, registi e uomini di pensiero.Importante è qui l'interesse dato al 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. Il padiglione Italia ospita anche la presenza delle 20 Accademie di Belle Arti d'Italia.Il progetto lanciato da Sgarbi, intende documentare lo stato dell’arte italiana contemporanea.
53esima edizione arte 2009
Curatore del padiglione Italia (Arsenale): Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice
Artisti: Matteo Basilé, Manfredi Beninati, Valerio Berruti, Bertozzi&Casoni, Nicola Bolla, Sandro Chia, Marco Cingolani, Giacomo Costa, Aron Demetz, Roberto Floreani, Daniele Galliano, Marco Lodola, MASBEDO, Gian Marco Montesano, Davide Nido, Luca Pignatelli, Elisa Sighicelli, Sissi, Nicola Verlato e Silvio Wolf.
E' stata qui allestita la mostra "collaudi" in omaggio a Filippo Tommaso Marinetti.
52esima edizione arte 2007
Curatore del padiglione Italia (Arsenale): Ida Gianelli
Torna su
Informazioni utili
Inaugurazione Padiglione Italia: giovedì 30 maggio 2013, ore 11.30
Apertura al pubblico: dal 1 giugno al 24 novembre 2013
Luogo: Venezia, Tese delle Vergini all’Arsenale
Info stampa
Ufficio stampa Padiglione Italia:
Maria Bonmassar | M. +39 335 49 03 11 | maria.bonmassar@gmail.com
Ludovica Solari | M. +39 335 577 17 37 | ludovicasolari@gmail.com
Ufficio stampa padiglione Italia per l'estero:
Rhiannon Pickles | M. +31 (0) 6158 21202 | rhiannon@picklespr.com
Maria Cristina Giusti | M. +44 (0) 792 581 0607 | cristina@picklespr.com
Comunicazione – Direzione Generale PABAAC / MiBAC
Alessandra Pivetti | M. +39 366 64 82 897 | alessandra.pivetti@beniculturali.it
Gaia Gallotta | T. +39 06 58 43 48 16 | gaia.gallotta@beniculturali.it
Torna su
Riferimenti bibliografici / sitografici / link
1) http://www.labiennale.org/it
2) http://www.beniculturali.it
3) https://www.domusweb.it
4) http://it.wikipedia.org
5) http://www.arsenaledivenezia.it
6) http://atcasa.corriere.it
7) http://www.ilsole24ore.com
Torna su
AREA DI LAVORO STUDENTI
A cura di: Alessandro MarinTesto breve (700 caratteri) per audio guida
La biennale di Venezia nasce nel 1893 nella sede dei giardini.
A partire dal 1980, l'istituzione si insedia anche in una parte dell'immenso complesso dell'Arsenale ed è solo dal 1999 che si da il via al recupero degli spazi che tuttora ospitano il padiglione Italia; quest'ultimo, inizialmente situato ai giardini presso quello che è l'attuale padiglione centrale, si colloca ora alle Tese delle Vergini. Ogni edificio all'arsenale risale ad epoche diverse, lo spazio italiano in particolare venne edificato a fine ottocento in prossimità dello scalo acqueo delle Gaggiandre; questo aveva principalmente una funzione di deposito di combustibili e carbone. Alla 55esima edizione, Bartolomeo Pietromarchi sarà curatore presso il padiglione italiano, e in questo esporranno: Fabio Mauri, Francesco Arena, Luigi Ghirri, Luca Vitone, Marcello Maloberti, Flavio Favelli, Sislej Xhafa, Piero Golia, Giulio Paolini, Marco Tirelli, Massimo Bartolini, Francesca Grilli, Gianfranco Baruchello, Elisabetta Benassi.
Testo breve (400 caratteri) per nuvola Google Maps
La biennale di Venezia nasce nel 1893 nella sede dei giardini.
E' solo dal 1999 che si recuperano gli spazi che ora ospitano il padiglione Italia all'arsenale; quest'ultimo, inizialmente situato ai giardini presso l'attuale padiglione centrale, si colloca ora alle Tese delle Vergini. Ogni edificio all'arsenale risale ad epoche diverse, lo spazio italiano venne edificato a fine ottocento ed aveva la funzione di deposito di combustibili.
A cura di: Alessandro Marin
Tabella excel
A cura di: Alessandro Marin
Audioguida
Audioguida - padiglione Italia (Arsenale)
A cura di: Alessandro Marin
Mappa