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PADIGLIONE PAESI BASSI

di Patrick Colussi e Mattia Buoso

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Storia Padiglione



Il Padiglione dei Paesi Bassi viene considerato come uno degli edifici, storicamente e architettonicamente, più rilevanti dei Giardini. E' stato costruito da Gerrit Thomas Rietveld nel 1954 sopra un edificio pre-esistente. La sua storia risale al1916 quando lo Stato olandese acquistò il padiglione svedese, che occupava una posizione strategica, immediatamente a sinistra del padiglione italiano situato sull’asse centrale dei Giardini di Castello. Nel 1932, in seguito a una prima ristrutturazione, buona parte della struttura originale con il suo piacevole equilibrio andò perduta, e presto si ipotizzò di rivedere l'intera facciata, in quanto si ritenne che non rappresentasse "il carattere e il signifi cato dell’architettura olandese moderna”. Anche da parte italiana si auspicava un rifacimento, e a tal fine Banzui, un architetto presumibilmente del luogo, elaborò un primo progetto che però non venne eseguito. Negli anni Cinquanta le pessime condizioni del padiglione resero palese che la conservazione di un edificio all’estero non era compito facile e sopratutto che esso richiedeva un immediato intervento. Così venne interpellato il celebre architetto del Neoplasticismo Gerrit Rietveld, il quale a fine gennaio 1953 venne a Venezia, assieme al collaboratore Jaap van Grunsven, per farsi un’idea delle condizioni ambientali e dello stato in cui versava il piccolo edificio dalle fragili fondamenta. “Tutto sommato riteniamo che il procedimento più sicuro a lungo termine e più vantaggioso sin da ora sarebbe demolire tutto e conservare le vecchie pietre soltanto per le fondazioni e per il muro posteriore (che confina con il muro di cinta del giardino)”, scrive l’architetto nella sua relazione. Il tempo stringeva per trovare una soluzione valida prima della Biennale del 1954. In tre settimane il progetto fu pronto. Rietveld disegnò una nuova pianta sul posto, a margine di un disegno dell’edificio originario.
Il progetto di Rietveld si sviluppa in base allo schema delle misure tratte dalle fondazioni preesistenti, sfruttate anche per il nuovo progetto. Il modulo di 4 metri che ne derivò venne applicato alle superfici piane, e scelto come filo conduttore per lo sviluppo spaziale globale dell’edificio. Ne è risultato un padiglione misure m 16 x 16 di base e m 6 d’altezza che utilizza l’illuminazione naturale. Nonostante concepito come spazio unico esso è movimentato da
tre brevi pareti trasversali che vivacizzano l’ambiente suddividendolo in tre compartimenti: una saletta adiacente al pannello di vetro dell’ingresso, un’altra sala di media grandezza a sinistra dell’entrata, e il vano principale posto sul retro. Quest’ultimo è caratterizzato da un controsoffitto intonacato di 8 metri quadrati, staccato dalle pareti, che sembra fluttuare nel vuoto accentuando l’effetto spaziale nel suo complesso. Dall’esterno l’edificio si presenta come una serie di volumi raggruppati a una certa distanza gli uni dagli altri, separati da vetrate di 2 metri. L’autonomia dei singoli elementi cubici viene sottolineata ulteriormente dal contrasto fra il blocco più arretrato, che secondo il progetto andava ricoperto di catrame nero, e i volumi in primo piano, dipinti a colori chiari. Sopra l’ingresso vero e proprio fu montata un’originale tettoia formata da una griglia di listelli in legno diagonali con incastonati dei vetri. Il contrasto di colori fra il legno nero dei listelli e i vetri bianchi crea un affascinante effetto grafico.

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55^ Edizione Arte 2013


Mark Manders
Mark Manders
Lorenzo Benedetti
Lorenzo Benedetti

Artista: Mark MandersCuratore: Lorenzo BenedettiTitolo: Mark Manders. Room with Broken Sentence
Per questa ultima edizione della Biennale il Fondo Mondriaan propone la mostra dal titolo "Mark Manders. Room with Broken Sentence" con opere de l’artista visivo Mark Manders (nato nel 1968) per al cura dell'Italiano Lorenzo Benedetti (nato nel 1972).La giuria del Fondo Mondriaan ha scelto la proposta di Benedetti e Manders che ha prevalso su altre quattro proposte per quest’anno. E le motivazioni della scelta è stata resa pubblica. Mark Manders viene considerato un artista emergente eccezionale. Si è ritenuto inoltre che il piano di Benedetti e Manders sia visivamente forte: presenta diversi strati che introdurranno delle novità nel Padiglione olandese. Le opere proposte proposte da Manders formano un insieme coerente, che rappresenta gli aspetti fantastici della sua opera: installazioni, sculture, stampa offset su carta, interventi architettonici. L'insieme delle operesi combinano con un certo mistero procurando un tremendo impatto visivo. L’uso dei materiali, in cui nulla è ciò che sembra (sembra resina epossidica come l’argilla, l’argilla diventa ottone e ottone sembra essere in legno), esalta questo misterioso impatto visivo. Lorenzo Benedetti, dal 2008 direttore del SBKM / De Vleeshal a Middelburg, ha dimostrato di avereun bel modo di presentare le opere. Curatore e artista sono in perfetta sintornia, e questo li aiuta anchea ispirano a vicenda.



Esposizioni Edizione Arte passate




  • 2011 Barbara Visser, Ernst van der Hoeven, Herman Verkerk, Johannes
  • 2009 Fiona Tan (Curatore: Saskia Bos)
  • 2007 Aernout Mik (Curatore: Maria Hlavajova)
  • 2005 Jeroen De Rijke / Willem de Rooij (Curatore: Martijn van Nieuwenhuyzen)
  • Erik van Lieshout (Curatore: Rein Wolfs)
  • 2003 Carlos Amorales, Alicia Framis, Meschac Gaba, Jeanne van Heeswijk,
  • 2001 Liza May Post (Curatore: Jaap Guldemond)
  • 1999 Daan van Golden (Curatore: Karel Schampers)
  • 1997 Aernout Mik, Willem Oorebeek (Curatori: Leontine Coelewij, Arno van Roosmalen)
  • 1995 Marlene Dumas, Maria Roosen, Marijke van Warmerdam (Curatore: Chris Dercon)
  • 1993 Niek Kemps
  • 1990 Rob Scholte
  • 1988 Henk Visch
  • 1986 Reinier Lucassen
  • 1982 Stanley Brouwn
  • 1968 Carel Visser
  • 1964 Karel Appel, Lucebert, J. Mooy
  • 1956 Constant, Bart van der Leck, Piet Mondriaan, André Volten


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AREA LAVORO STUDENTI

Mappatura Mattia Buoso



File Excell Mattia Buoso


Mappatura Patrick Colussi


File Excel Patrick Colussi



Registrazione Audio Patrick Colussi




Registrazione di Patrick Colussi



Ho impiegato un bel po' a modificare il layout, i testi non erano giustificati e ho dovuto spostarli riga per riga.
Mancano qui Le vostre mappe nonché i file audio. Mancano riferimento bibliografici/sitografici. Le date delle edizioni passate devono partire dall'ultima in ordine di tempo e via a scorrere, all'opposto della vostra lista.


Testo di 700 battute per file audio:Il Padiglione Paesi Bassi fu costruito nel 1954 da Gerith Thomas Rietveld, importante figura del movimento de Stijl. In origine nel 1916 lo Stato olandese acquistò il padiglione svedese posto in posizione strategica sul viale centrale della Biennale. Questo fu oggetto di una prima ristrutturazione nel 1932. Negli anni ’50 il suo pessimo stato di conservazione richiese un immediato intervento di ristrutturazione portato a termine da Rietveld.Oggi all’esterno si presenta come una serie di volumi con alte vetrate. All’interno è concepito come spazio unico articolato da brevi pareti trasversali. Sul retro troviamo un vano che si caratterizza per un controsoffitto che pare fluttuare nel vuoto. L’ingresso presenta pannello in vetro e un’originale tettoia composta da una griglia di listelli in legno con incastonati dei vetri.
Per questa 55esima Edizione l’Olanda propone l’opera “Room with Broken Sentence” dell’artista visivo Mark Manders, e come curatore l’italiano Lorenzo Benedetti.



Testo di 400 battute per nuvola:
Il Padiglione Paesi Bassi fu costruito nel 1954 da Gerith Thomas Rietveld, importante figura del movimento de Stijl. In origine nel 1916 lo Stato olandese acquistò il padiglione. Questo fu oggetto di una prima ristrutturazione nel 1932.
Oggi all’esterno si presenta come una serie di volumi con alte vetrate. All’interno è concepito come spazio unico articolato da brevi pareti trasversali. L’ingresso presenta pannello in vetro e un’originale tettoia composta da una griglia di listelli in legno con incastonati dei vetri.