PADIGLIONE VENEZIAdi Elisa Lovato


Storia Padiglione


Il Padiglione Venezia, situato nell'area est dei Giardini della Biennale, venne progettato dall'architetto veneziano Brenno del Giudice nel 1932, studente e successivamente professore all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Questa struttura, edificata nell'area tra l'edificio austriaco e greco, viene considerata una delle migliori progettazioni dell'architetto. Essa è stata ideata per esporre le arti decorative (curate inizialmente dallo stesso Del Giudice, cui si affiancò l'architetto veneziano Vallot e il presidente dell’istituto veneto per il lavoro, Beppe Ravà). Nel 1938 venne ampliata per ospitare quattro paesi stranieri: Polonia, Egitto, Romania, Jugoslavia (ora Padiglione Serbia). La struttura interna del settore centrale riservato alle esposizioni delle arti decorative è assai semplice, come tutti gli altri spazi. In sintonia con una nuova generazione di architetti quali Giò Ponti, Duilio Torres, Marcello Piacentini, Del Giudice propone un riordino razionale degli spazi espositivi affidandosi all'essenzialità degli elementi architettonici (aborrendo policromie e decorazioni). All'esterno l'intero complesso presenta un inconfondibile stile anni Trenta. E' caratterizzato da una parete rialzata continua, modulata da essenziali elementi architettonici senza funzione strutturale. L'entrata è preceduta da una piscina realizzata da Carlo Scarpa.

Il 1 Giugno 2011 questo spazio venne inaugurato dopo un restauro che interessò tutta la struttura, inagibile e chiusa al pubblico per diversi anni. I lavori hanno riguardato il rifacimento del tetto, impianti elettrici, riscaldamento e impermeabilizzante bianca per proteggere l'edificio da umidità e calore. Il restauro è stato possibile grazie ai finanziamenti di Louis Vuitton e Arzanà Navi. La mostra inaugurale dello spazio rinnovato “Mari Verticali”, ha visto una video installazione di Fabrizio Plessi.

external image 13_01.jpg
external image PADVE%202.jpg




55^ Edizione Arte 2013



SILK MAP

Commissario: Madile Gambier
Curatore: Renzo Dubbini
Direttore artistico: Ewald Stastny
Coordinatore del progetto: Giovanna Zabotti
Un progetto di: Fondaco

Alla 55° edizione della Biennale, il padiglione Venezia ospiterà tre storiche aziende veneziane di tessuti, Rubelli, Fortuny e Bevilacqua con il titolo “Silk Map”. A coordinare l'intero progetto sul piano finanziario e organizzativo sarà la società veneziana Fondaco. Il direttore artistico Ewald Statsnu ha selezionato sei artisti, che saranno abbinati due a due alle aziende, si tratta degli Italiani Mimmo Roselli e Marialuisa Tadei, il gruppo russo AES+F, la libanese Marya Kazoun, l'indiana Shilpa Gupta e la cinese Yiging Yin. La mostra sarà incentrata sull'eccellenza delle arti decorative, sul confronto degli artisti con le produzioni delle tre aziende Veneziane, presentando opere inedite per l'occasione. Oltre alle opere degli artisti sarà riservata una sala alla storia dei tessuti, con riferimento a Venezia e le tre aziende tessili. Il progetto è autofinanziato dalle aziende, con un primo contributo già garantito di 75 mila euro. Il Padiglione Venezia era fino a pochi anni fa affidato alle cure della Regione, che lo aveva parzialmente restaurato, ma poi è tornato al Comune, che lo ha girato ad aziende interessate a investirvi: prima Louis Vuitton, e ora appunto la trimurti veneziana del tessuto Rubelli-Fortuny-Bevilacqua, cercando di riportarlo in qualche modo alle sue origini storiche, quando esso era appunto dedicato all’esposizione delle arti applicate, parteciparono alla biennale nel 2007 con il video Last Riot.
Artisti
Mimmo Roselli, artista Italiano, nasce a Roma nel 1952. Pittore e Scultore, Roselli da sempre si confronta internazionalmente con le più disparate culture, viaggiando per il desiderio di dialogo e scambio, cercando di penetrare in profondità stili e valori tra Sud America, New York e Italia. E' presente nelle più importanti fiere d’arte contemporanea (Colonia, Chicago, Basilea, Bologna, Milano).

Marialuisa Tadei, artista Italiana ha già esposto a Venezia nel 2009, in occasione della 53 Biennale nella chiesa di San Samuele. Mira a creare un ponte tra il mondo materiale e la dimensione spirituale , reminiscenze di una realtà onirica

Shilpa Gupta è oggi una delle artiste indiane pùi rappresentative, che tramite suono, video e fotografia esplora temi rilevanti di cui si occupa: la religione, la politica, lo spazio sociale in cui viviamo ogni giorno subendone generalmente le assunzioni implicite senza nemmeno rendercene conto.

Marya Kazoun libano-canadese anch'essa per la seconda volta alla biennale, le sue opere sono installazioni e performance , una visione personale della realtà, crea mondi paralleli esplorando il micro con il macro, la bellezza con il brutto. La sua arte si tratta di dare una visione addomesticat dell'oscurità e offrirne un aspetto amichevole. Usa materiali molto comuni, come fazzoletti e stoffa, tesse e ricama il suo spazio imaginario con perline, filo, plastica, bamboo, ossa e vetri e cuce a mano abiti-scultura che poi indossa nelle sue performance.

Yiqing Yin stilista affermata nonostante la giovane età, rievoca forme di vita (animale, mineral, stato liquido e solido) utilizzando i colori della terra.

Aes+F è un gruppo di quattro artisti russi Tatiana Arzamasova (1955), Lev Evzovich (1958), Evgeny Svyatsky (1957), e Vladimir Fridkes (1956), concentrati principalmente sulla fotografia digitale e video art mescolata ai media tradizionali come il disegno, la pittura e la scultura.




Esposizioni Edizioni Arte Precedenti



54 edizione 2011mostra “Mari Verticali”, video installazione di Fabrizio Plessi, che consisteva in una sorta di flotta navale digitale di dodici imbarcazioni
gigantesche in acciaio nero che emergono diagonali, immerse nella penombra, ma illuminate dai oceani sonori proiettati su schermi giganti in un grandioso concerto d’acque in continuo movimento e divenire. Le installazioni video e i rispettivi sonori evocano le correnti e i flutti marini di ogni singolo mare che scorrono lentamente ed ipnoticamente su quattro video schermi che occupano la chiglia di ogni barca.
Fabrizio Plessi descrive la sua opera come «Dodici gigantesche imbarcazioni di acciaio nero»







Esposizioni Edizioni Architettura Precedenti



13esima edizione 2012 mostra “Methodical Imaginings”, Louis Vuitton presenta Nichola Hawksmoor.
La mostra esamina l'architettura delle chiese costruite da Nicholas Hawksmoor agli inizi del XVIII secolo, e ad esaltarne la bellezza una serie di fotografie in bianco e nero scattate da Hélène Binet, fotografa conosciuta per la collaborazione con alcuni tra i più noti e popolari architetti contemporanei tra i quali Peter Eisenman a Zaha Hadide Daniel Libeskind a Caruso St John.
Gli interni del Padiglione, sono stati riconcepiti come un vero e proprio sito analogico di Londra. Una serie di modellini in resina di guglie e dettagli architettonici e grandi fotografie, rendono omaggio alla bellezza e alla rivoluzione urbanistica dell'opera di Hawksmoor.
L'abbinamento inoltre tra la contemporaneità delle fotografie e la descrizione minuziosa delle caratteristiche architettoniche, esplicano in modo scrupoloso le caratteristiche e i valori che uniscono la Maison Luois Vuitton e la Biennale di Venezia.





Riferimenti bibliografici / Sitografici / link


Adriano Poggi, Biennale di Venezia, Un secolo di storia, Giunti, Firenze 1988

http://www.galleriailponte.com/

http://www.marialuisatadei.com/

http://www.provincia.milano.it/

http://generalstatementonmywork.blogspot.it/

http://www.galleriailponte.com/

http://www.loccidentale.it/

http://mattinopadova.gelocal.it/

http://www.daringtodo.com/




AREA LAVORO STUDENTI

Testo 700 Caratteri
Il Padiglione Venezia dei Giardini della Biennale venne progettato dall'architetto Italiano Brenno del Giudice nel 1932.
Per la 54esima edizione del 1 Giugno 2011 il padiglione viene inaugurato in seguito ad un restauro significativo, che interessò tutta la struttura ormai inagibile e chiusa al pubblico da diversi anni grazie ai finanziamenti di Louis Vuitton e Arzanà Navi.
Per la 55esima edizione della Biennale di Venezia, il padiglione Venezia ospiterà tre storiche aziende veneziane di tessuti, Rubelli, Fortuny e Bevilacqua.
La mostra sarà incentrata sul confronto degli artisti con le produzioni delle tre aziende Veneziane, presentando opere inedite per l'occasione.

Testo 400 Caratteri
Il Padiglione Venezia dei Giardini della Biennale di Venezia venne progettato dall'architetto Italiano Brenno del Giudice nel 1932. Per la 54esima edizione del 1 Giugno 2011 il padiglione viene inaugurato in seguito ad un restauro significativo, grazie ai finanziamenti di Louis Vuitton e Arzanà Navi. Per la 55esima edizione, il padiglione Venezia ospiterà tre storiche aziende veneziane di tessuti, Rubelli, Fortuny e Bevilacqua.








Mappa