PADIGLIONE ITALIA

La Biennale di Venezia
La Biennale di Venezia ha origini molto lontane, basti pensare che questa venne istituita nel 1893; per partire poi con la prima esposizione circa due anni dopo. L'impegno del sindaco di Venezia di allora fu molto rilevante, infatti egli volle trasformare gli incontri serali degli artisti che si incontravano al caffè Florian, in una prestigiosa esposizione Internazionale. Ma come ci si organizzò all'epoca? Venne istituita un'apposita commissione che si ispirò nello stabilire un regolamento alla Secession di Monaco di Baviera; vennero invitati i maggiori artisti italiani e stranieri, ognuno dei quali poteva partecipare con al massimo due opere mai esposte prima. Era necessario gestire al meglio l'evento e per questo vennero istituiti tre comitati, responsabili nel gestire: il programma della mostra, la stampa e la propaganda. Si costruì il palazzo della prima esposizione presso i giardini pubblici di Castello poco prima dell'ufficiale inaugurazione e a questa parteciparono Re Umberto e Margherita di Savoia e più di 200 mila visitatori. Tutto questo successo si ottenne anche grazie alla stampa di speciali biglietti ferroviari che includevano il viaggio e l'ingresso all'Esposizione. (L'opera che all'epoca suscitò maggior clamore fu il "Supremo convegno" di Giacomo Grosso - uomo morente circondato da nudi femminili - che ottenne comunque una premiazione.) Proprio perché all'inizio gli organizzatori si ispirarono alla Secession, si diede maggior rilievo all'arte tedesca, trascurandone altre, ad esempio l'Impressionismo francese, tendenza ormai stabilizzata a livello europeo, in questo periodo non venne considerato. Nel frattempo, un gruppo di artisti italiani diede vita ad una specie di corporazione, che proponeva le proprie collettive alle esposizioni pubbliche, vietando ai propri membri di prendere parte singolarmente alle rassegne.
Dal punto di vista organizzativo della struttura, le prime Biennali seguirono le tendenze d'allestimento e d'arredo dei salons o delle pinacoteche, con riformulazioni del tema neoclassico del Museo, ma spesso, data l'ampiezza degli spazi, non sempre le opere riuscivano ad essere allestite nel migliore dei modi. È solo a partire dal 1901 che alla Biennale si cominciarono a studiare soluzioni più adeguate per la collocazione delle opere, inizialmente nel grande Padiglione centrale. La quinta Biennale, quella del 1903, registrò alcune novità, ad esempio vennero introdotte le arti decorative attraverso anche l'allestimento di sale comprendenti arredi. Già dal 1907 venne promossa l'organizzazione dei Padiglioni stranieri (all'inizio furono sette). La nona Biennale fu anticipata al 1910 affinché non coincidesse con la grande Esposizione d'Arte che si doveva tenere a Roma, per la celebrazione del cinquantesimo anniversario del Regno d'Italia. Nonostante questo l'esposizione a Venezia andò avanti con cadenza biennale fino all'interruzione, dal 1914 al 1920, a causa della Grande Guerra. Per quanto riguarda l'arte italiana, a predominare fu l'Ottocento; a questa tendenza si affiancò lo stile simbolista. A partire dal 1930 vennero organizzate mostre d'arte italiana anche all'estero curandone la partecipazione nazionale in alcune grandi manifestazioni. Nel 1932 un'importante rassegna d'arte italiana fu allestita a New York e in altre città americane. Nel 1933 la stessa operazione fu realizzata in Europa con una mostra presentata in alcune città della Germania; tutte le iniziative della biennale all'estero proseguirono fino a metà anni settanta.


I primi padiglioni stranieri
Il primo padiglione straniero ad essere costruito fu quello del Belgio, edificato nel 1907 ad iniziativa del professor Fierens Gevaert, (direttore generale belga delle Belle arti) e dell'architetto Leone Sneyers. La Biennale numero otto del 1909 si arricchì di ben tre nuovi padiglioni stranieri: quello della Gran Bretagna che andò a rimodernare un edificio esistente, il padiglione della Germania costruito accanto a quello inglese e quello dell'Ungheria. Successivamente nel 19012 vennero costruiti anche i padiglioni di Francia e Svezia; quest'ultimo venne ceduto all'Olanda e venne poi abbattuto e ricostruito sulla stessa area secondo il progetto del famoso G. Rietveld di Utrecht (nel 1954). Oggi, l'area dei giardini conta 29 padiglioni; non tutti i paesi sono titolari di un padiglione proprio e per questo espongono in altre sedi sparse per il centro storico del comune di Venezia. (nel 1928 prese vita il primo archivio della Biennale: "Istituto Storico d'Arte Contemporanea". Nel primo dopoguerra, gli organizzatori della Biennale, dimostrarono maggiore apertura verso le ormai sempre più innovative tendenze dell'arte. Con un Regio Decreto del 1930, la Biennale venne trasformata in Ente Autonomo. Questa trasformazione fece sì che la Biennale passasse dal controllo del Comune di Venezia a quello dello Stato fascista. Il Presidente Giuseppe Volpi succedette al Podestà Ettore Zorzi al vertice dell'istituzione veneziana. A Volpi andò il merito di aver allargato i confini della Biennale al di là del settore delle arti visive; egli promosse infatti due Convegni di Poesia (1932 e 1934) e le prime mostre all'estero organizzate dalla Biennale, e soprattutto istituì i festival internazionali: il Festival della Musica (1930), il Festival del Teatro (1934), e l'Esposizione Internazionale d'Arte Cinematografica (1932). Con l'avvicinarsi della guerra il numero di nazioni presenti alla manifestazione diminuì notevolmente, per ridursi a dieci nel 1942, edizione decisamente in tono minore, incentrata su artisti militari. Le due successive edizioni del 1944 e del 1946 non si svolsero nemmeno. La Biennale di Venezia ha mantenuto comunque la sua sede originaria su quelli che sono i giardini pubblici di Venezia di Castello; questi derivano da una bonifica risalente all'età napoleonica; Oggi la Biennale di Venezia può contare 30 padiglioni, uno di questi ospitava l'ex padiglione Italia, oggi diventato il padiglione centrale che ospita le installazioni principali dell'evento.
La Biennale di Venezia all'Arsenale e il Padiglione Italia
L'arsenale di Venezia è considerato come uno dei più vasti centri produttivi di epoca preindustriale, occupando un'area di ben 46 ettari. Lo si può considerare come l'immagine della Serenissima ma sopratutto il simbolo della potenza economica, militare e politica della città. Gli edifici hanno mantenuto la loro funzione originaria fino all'inizio della prima guerra mondiale; la successiva impossibilità ad adattare le strutture esistenti alle nuove esigenze dell'industria ha causato un lento abbandono e un progressivo degrado di alcune zone dell'area, nonostante la Marina avesse comunque mantenuto in quella sede alcune delle sue attività. A partire dal 1980, la Biennale di Venezia comincia ad insediarsi in una parte dell'immenso complesso, quello delle Corderie, in occasione della prima Mostra di Architettura curata da Paolo Portoghesi; in seguito questi spazi vengono utilizzati durante le Esposizioni d’Arte per la sezione "Aperto" dedicata ai giovani artisti. Questa rappresenta una delle prime grandi iniziative di riconversione e ristrutturazione dei grandi spazi.
Successivamente, proprio a partire dal 1999 si comincia a parlare di recupero dell'area sud-est dell'arsenale, (concessa in uso dalla Marina Militare) spazio di circa 50.000mq, dei quali la metà coperti. I vari edifici presenti risalgono a varie epoche, alcuni edificati a partire dal 1100, altri a partire dal 1400, subendo modifiche e ampliamenti nel corso dei secoli a seconda delle esigenze. L'obbiettivo era quello di rendere fruibili e funzionali gli spazi per le varie attività dell'Esposizione, mantenendo assolutamente l'originale architettura storica.
Importante per questo era riuscire a mantenere l'unicità degli spazi andando a soddisfare comunque le esigenze delle attività espositive della Biennale; in questo gli interventi fatti si sono avvalsi ad esempio di strutture flessibili e che si potessero adattare all'ambiente, potendo garantire comunque l'evoluzione e l'aggiornamento dei vari ambienti (coperture, infissi, pavimentazione). Interessante è conoscere quali fossero le funzioni dei vari ambienti dove ora si svolgono le manifestazioni della biennale. Le Corderie (lato sud dell'arsenale) vennero costruite intorno al 1303 per poi essere ricostruite intorno al 1580 secondo il progetto di Antonio Da Ponte. All'interno di queste un tempo venivano prodotti cavi, gomene e cordame di vario tipo; l'edificio (di 316m x 21m x 9,70m) è interamente coperto da capriate in legno e comprende uno spazio espositivo di 6.400 mq suddiviso in tre navate le quali sostengono due soppalchi laterali ad un'altezza di sette metri. Le Artiglierie sono caratterizzate da un lungo edificio ad un unico piano del 1560; queste offrono un'area espositiva di 3.300 mq. Le Gaggiandre, due meravigliosi cantieri acquatici costruiti intorno al 1570 su progetto di Jacopo Sansovino si affacciano su di un ampio bacino interno. Nel 2001, inizia la bonifica di una parte del giardino, il "giardino delle Vergini" che si estende sull’area dell’ex monastero Santa Maria Vergine; questo copre un'area di 14.000 mq circondata dalle mura dell'arsenale stesso. Dal 2008 il giardino diventa parte della concessione. Gli spazi dedicati alla Biennale comprendono ora le Corderie, Artiglierie, Gaggiandre, alcune Tese Cinquecentesche e le Tese delle Vergini. Il Padiglione Italia si colloca alle Tese delle Vergini ed ospita la partecipazione italiana curata dal Ministero per i Beni e le attività culturali alle mostre di Arti Visive e Architettura. L'intero spazio dedicato all'area italiana occupa al momento una superficie di circa 1.800 mq; questo preciso spazio venne edificato alla fine dell'ottocento proprio in prossimità dello scalo acqueo delle Gaggiandre (già descritte precedentemente). Queste strutture, lunghe 100 metri, originariamente erano destinate al deposito di combustibile e carbone. Attualmente si è fatta avanti l'idea di ampliare lo spazio espositivo (con i lavori si potrebbero raggiungere i 950 mq in più) unificando due porzioni della prima Tesa, andando così a ripristinare l'originaria apertura di questo spazio. Una parte della prima Tesa è infatti occupata da una struttura risalente ai primi del novecento interamente di legno e suddivisa su tre livelli che costituisce un importante elemento del progetto.

55esima edizione
Alla 55esima edizione della Biennale di Venezia, verranno anche presentate le opere de quattordici artisti che "dialogheranno in coppia, un atlante visivo disposto in sette ambienti che ci condurrà in un viaggio ideale nell'arte italiana di oggi e di ieri". Per realizzare i lavori, sono stati stanziati dal Ministero 600mila euro assieme alla creazione di un progetto attraverso il quale ognuno potrà lasciare una donazione.

Gli Artisti
Fabio Mauri (1926-2009) e Francesco Arena (1978) - tema del nostro rapporto con la storia;
Luigi Ghirri (1943-1992) e Luca Vitone (1964) - paesaggio sospeso tra visione e memoria;
Marcello Maloberti (1966) e Flavio Favelli (1967) l'autobiografia e l'immaginario collettivo;
Sislej Xhafa (1970) e Piero Golia (1974) la cultura e le tradizioni popolari.
Giulio Paolini (1940) e Marco Tirelli (1956) ci condurranno al tema dell'arte come illusione.
Massimo Bartolini (1962) e Francesca Grilli (1978) - contrapposizione tra suono e silenzio, libertà di parola e censura;
Gianfranco Baruchello (1924) e Elisabetta Benassi (1966) la tensione tra frammento e sistema, tra l'ambizione di archiviare e l'impossibilità di classificare realmente la conoscenza.



Sitografia:

1) http://www.labiennale.org/it
2) http://www.beniculturali.it
3) https://www.domusweb.it
4) http://it.wikipedia.org
5) http://www.arsenaledivenezia.it
6) http://atcasa.corriere.it
7) http://www.ilsole24ore.com

Marin Alessandro



Premi e riconoscimenti


Fin dalla prima edizione nel 1895, la Biennale ha attribuito premi (talora convertiti in acquisto dell’opera) agli artisti partecipanti alle Esposizioni internazionali. Nel 1938 vennero istituiti i Gran Premi, che durarono fino al 1968, quando furono aboliti sotto l’urto della contestazione. I Premi sono stati ripristinati nel 1986.
www.labiennale.org/it/arte/storia/premi.html?back=true, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)

54ª edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte - 2011

Direzione artistica: Bice Curiger
Giuria: Hassan Khan (Presidente, Egitto), Carol Yinghua Lu (Cina), Letizia Ragaglia (Italia), Christine Macel (Francia) e John Waters (USA)

Leone d’Oro per la migliore Partecipazione nazionale
Padiglione tedesco
Leone d’oro per il miglior artista
Christian Marclay (Stati Uniti d’America)
con l’opera “The clock”
Leone d’argento per un promettente giovane artista
Haroon Mirza (Gran Bretagna)
Menzioni speciali
Lituania: Darius Mikšys - “Behind the White Curtain
Svezia: Klara Lidén
Leoni d’Oro alla carriera
Sturtevant (Stati Uniti d’America)
Franz West (Austria)
www.newnotizie.it, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)





Padiglione Italia
premi e riconoscimenti nel tempo


53ª edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte - 2009

Direzione artistica:Daniel Birnbaum
Giuria: presieduta da Angela Vettese (Italia) e composta da Jack Bankowsky (USA), Homi K. Bhabha (India), Sarat Maharaj (Sudafrica), Julia Voss (Germania)

Tradurre Mondi: Menzione speciale

Roberto Cuoghi (Italia, espone al Palazzo delle Esposizioni ai Giardini, Giardino Scarpa: Mei Gui)
it.wikipedia.org/wiki/LIII_Esposizione_internazionale_d%27arte_di_Venezia, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)


51ª edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte - 2005

Direzione artistica:María de Corral (ai Giardini), Rosa Martínez (all’Arsenale)

Premio per la giovane arte italiana 2004-2005

Lara Favaretto

Premio del pubblico

Manfredi Beninati
it.wikipedia.org/wiki/LI_Esposizione_internazionale_d%27arte_di_Venezia, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)



50ª edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte – 2003

Presidente: Francesco Bonami

Leoni d’Oro alla Carriera

Michelangelo Pistoletto e Carol Rama
www.labiennale.org/it/arte/storia/premi.html?back=true, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)



48ª edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte – 1999

Presidente: Paolo Baratta
Giuria: Zdenka Badovinac, Okwui Enwezor, Ida Gianelli, Rosa Martinez

Leone d’oro per la migliore partecipazione nazionale

Padiglione Italia (Monica Bonvicini, Bruna Esposito, Luisa Lambri, Paola Pivi, Grazia Toderi)
www.labiennale.org/it/arte/storia/premi.html?back=true, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)



47ª edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte – 1997

Presidente: Lino Miccichè

Leone d’oro alla carriera

Emilio Vedova
www.labiennale.org, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)



44ª edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte – 1990

Presidente: Gian Luigi Rondi

Premio internazionale La Biennale di Venezia - Leone d'oro pittura

Giovanni Anselmo
Premio acquisto - Cassa di Risparmio di VeneziaGiuseppe Pulvirenti
www.labiennale.org/it/arte/storia/premi.html?back=true, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)



43ª edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte – 1988

Presidente:Giovanni Carandente

Premio dei Paesi - Leone d'oro

Padiglione Italia

Menzione speciale

Enzo Cucchi
www.labiennale.org/it/arte/storia/premi.html?back=true, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)


42ª edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte – 1986


Premio Duemila al miglior artista giovaneNunzio Di Stefano

Leone d'oro alla memoria

Fausto Melotti
www.labiennale.org/it/arte/storia/premi.html?back=true, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)





Premi in acquisto dell’opera


8ª edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte – 1909

Presidente:Filippo Grimani
Giuria: F. Carcano, A. Baertsoen, C. Laurenti, L. Bistolfi, D. Trentacoste


Premi speciali – acquisti per la Galleria Internazionale d’Arte Moderna

Luigi Nono (Italia) - “Nozze d’oro” (olio)
Ettore De Maria Bergler (Italia) - “Verso il Faro” (olio)
Emilio Longoni (Italia) - “Ore vespertine” (olio)
Domenico Morelli (Italia) - “La Regina Giovanna II fa sorprendere Giulio Cesare da Capua in intimo colloquio con lei, da Re Giacomo suo marito” (olio)
Giovanni Fattori (Italia) - “Lo scoppio del cassone” (olio)
Alberto Pasini (Italia), Canale di Venezia Effetto d’alba e Bovi bulgari Costantinopoli (2 olii)
Ferruccio Scattola (Italia) - “Sagra di S. Giovanni” (olio)
Filippo Carcano (Italia), Estate in alta montagna (olio)
Giuseppe Pellizza Da Volpedo (Italia) - “La statua a Villa Borghese” (olio)
Girolamo Cairati (Italia) - “Marzo” (pastello)
Emilio Marsili (Italia) - “Giro di rondini” (bronzo)
Giovanni Nicolini (Italia) - “Pace!” (bronzo)
Francesco Gioli (Italia) - “Il cancello del giardino de’Semplici” (pastello)
it.wikipedia.org/wiki/VIII_Esposizione_internazionale_d%27arte, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)



1ª edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte – 1985

Presidente:Filippo Grimani
Giuria selezionatrice: Bezzi Bartolomeo, Castelnuovo Enrico, Dal Zotto Antonio, De Maria Marius, Fradeletto Antonio, Fragiacomo Pietro, Guggenheim Michelangelo, Laurenti Cesare, Levi Marco, Marsili Emilio, Minio Giuseppe, Papadopoli Nicolò, Sezanne Augusto, Stucky Giovanni
Giuria premiante:W.M. Rossetti, Julius Lange, Richard Muther, Robert de La Sizeranne, Adolfo Venturi


Comune di Venezia (o Città di Venezia)

Michetti Francesco Paolo
Lire 10.000 per "La figlia di Jorio" (olio)

Governo

Giovanni Segantini
Lire 5.000 per "Ritorno al paese natio" (olio)

Città del Veneto (o Comuni del Veneto)

Domenico Trentacoste
Lire 5.000 per la statua "Derelitta”

Principe

Giovanelli Silvio Giulio Rotta
Lire 5.000 per "Morocomio" (olio)

Lega fra gli insegnanti di Venezia

Pietro Fragiacomo
Lire 2.500 per il paesaggio "Tristezza" (olio)

Comuni della Provincia di Venezia

Giovanni Boldini
Lire 5.000 per "Ritratto della propria madre" (olio)

Premio d’ incoraggiamento

Barone Raimondo Franchetti Ettore Tito
Lire 1.500 per "La processione" (olio)

Barone Raimondo Franchetti Cesare Laurenti
Lire 1.000 per "La parabola" (olio)

Barone Raimondo Franchetti Alessandro Milesi
Lire 500 per "Fabbricatori di penitenze" (olio)


Premio popolare della Presidenza dell'Esposizione

Giacomo Grosso
per "Supremo convegno" (olio)
it.wikipedia.org/wiki/I_Esposizione_internazionale_d%27arte, 16/03/13 (data di accesso 15/03/13)

Mezzato Valenitina




Padiglione Italia, 55° mostra internazionale

La 55° edizione della biennale di Venezia comincia ad entrare nel vivo, dopo la designazione del curatore del Padiglione Italia i giochi stanno per avviarsi, Bartolomeo Pietromarchi (direttore del Macro di Roma) e Maddalena Ragni (direttore generale del PaBAAC, presso il Complesso monumentale di San Michele) sono rispettivamente curatore e commissario del padiglione che dal 1°giugno a l 24 novembre rappresenterà l’Italia alla mostra internazionale di arti visive di Venezia.

Per la prima volta il padiglione verrà anche finanziato dal basso attraverso il sistem del “Crowdfunding”, un progetto che verrà lanciato il 12 febbraio e durerà novanta giorni con con lo scopo di raccogliere fondi per finaziare il padiglione tesso, attravero la realizzazione di eventi a Roma Milano Londra e New Yrk. L’obiettivo è di arrivare a cinquanta mila euro e chiunque potrà parteciparvi e in cambio riceverà dei vantaggi nella visita della mostra, il nome di tutti i partecipanti comparirà all’ingresso, sui cataloghi e sul sito www.viceversa2013.org

Il tema scelto da Pietromarchi è “il doppio”, uno degli aspetti che più caratterizzano l’arte contemporanea italiana. Artisti famosi come Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Luigi Ontani e Gino De Dominicis basano la loro ricerca sugli opposti come: ordine-disordine, immagine-riflesso, visibile-invisibile, realtà finzione, originale-copia

il tema nasce da una ricerca fatta negli anni ’70 da Giorgio Agamben ed Italo Calvino che arrivarono a descrivere le caratteristiche di fondo della nostra cultura (2)

Per rappresentare questo tema sono stati scelti quattordici artisti che esporranno in coppie, due per ogni sala del Padiglione Italia



Giulio Paolini e Marco Tirelli lavoreranno in due modi diversi nel rappresentare l’illusorietà del gioco dell’arte e delle forme, tra realtà e finzione



Francesco Arena e Fabio Mauri lavorreranno con il ruolo dell’arte come elaboratore della storia e della memoria di ieri e di oggi



Luigi Ghirri e Luca Vitone dialogheranno sul tema del paesaggio



Flavio Favelli e Marcello Maloberti porteranno le differenze tra autobiografia e immaginario collettivo



Piero Golia e Sislej Xhafa ci spiegheranno le differenze che uniscono commedia e tragedia.



Francesca Grilli e Massimo Bartolini porteranno la dicotonia che si sviluppa tra suono e silenzio, tra libertà di parola e censura



Gianfranco Baruchello a quella di Elisabetta Benassi





La mostra, spiega Pietromarchi, sarà un viaggio ideale nell’arte italiana di oggi e di ieri, un percorso che illustra identità e paesaggi, reali e immaginari, un ritratto dell’arte recente non più vista come contrapposizione tra movimenti e generazioni, ma come atlante di temi e attitudini».

Il padiglione italia si sviluppa in 1800 mq interni più l’area esterna del giardino. L’area interna è formata da sette stanze in ognuna delle quali esporanno le coppie di artisti con il loro relativo tema porteranno opere realizzate appositamente tranne quelle di Mauri e di Ghirri che sono deceduti rispettivamente nel 2009 e nel 1992.



sitografia



http://www.daringtodo.com/lang/it/2013/02/07/biennale-2013-il-padiglione-italia-il-vice-versa-gli-artisti-il-crowdfounding/

20.03.2013



http://www.repubblica.it/speciali/arte/recensioni/2013/02/06/news/vice_versa_a_venezia-52076285/)

20.03.2013



http://viceversa2013.org/it/vice-versa-mostra/

20.03.2013



http://www.undo.net/it/videopool/1360186595

20.03.2013



http://www.undo.net/it/evento/153596http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2013/2/115560.html

20.03.2013



http://www.veneziatoday.it/cronaca/padiglione-italia-biennale-venezia-2013.html

20.03.2013



http://www.venezia.net/vice-versa-padiglione-italia-biennale-2013.html

20.03.2013









Marika MIon